Verona candidata a capitale della cultura del vino: MUVIN verso un centro nazionale
di Matteo ScolariVerona si propone come futura capitale della cultura del vino grazie al progetto MUVIN, al centro del panel “Verso un centro nazionale per la promozione della cultura del vino”, svoltosi oggi al Vinitaly, nella Sala Vivaldi di Veronafiere. L’iniziativa ha riunito istituzioni, esperti e rappresentanti delle principali realtà produttive con l’obiettivo di avviare la creazione di un hub di riferimento nazionale dedicato alla valorizzazione del patrimonio vitivinicolo e allo sviluppo dell’enoturismo.
Ad aprire i lavori sono stati il Ministro del Turismo Gianmarco Mazzi e il Presidente dell’Agenzia ICE Matteo Zoppas, sottolineando il valore strategico del progetto per il rafforzamento del posizionamento internazionale del vino italiano. Nel corso dell’incontro, Roberta Garibaldi, docente ed esperta di turismo ed enoturismo nonché Presidente dell’Associazione Italiana Turismo Enogastronomico, ha presentato un decalogo di azioni volte a valorizzare su scala globale il patrimonio enologico nazionale, evidenziando la necessità di sostenere la nascita di musei dedicati alle eccellenze italiane e di promuovere l’innovazione e la digitalizzazione della comunicazione di settore. «Per esplodere la grande potenzialità culturale del nostro Sistema Vino – ha dichiarato Garibaldi – è fondamentale supportare la creazione di musei nazionali dedicati a eccellenze italiane. Diventa essenziale, inoltre, favorire l’innovazione e la digitalizzazione della comunicazione di settore».

Al centro del dibattito il progetto di istituire a Verona un centro nazionale della cultura del vino, illustrato da Diego Begalli, Presidente della Fondazione MUVIN ed ex Prorettore dell’Università di Verona. «Il settore vitivinicolo sta attraversando una fase di trasformazione profonda, determinata da cambiamenti nei consumi, nelle percezioni sociali e negli equilibri di mercato che non hanno precedenti negli ultimi decenni – ha spiegato Begalli – In questo contesto, diventa strategico riposizionare il Sistema Vino Italia valorizzandone la dimensione culturale e il potenziale enoturistico. È da qui che nasce il progetto di un centro nazionale della cultura del vino: un hub di nuova generazione dove si possano incrociare esperienze immersive, ricerca e formazione, aziende e turismo. Un progetto che sostenga e connetta le realtà esistenti, dalle cantine ai musei aziendali, fino ai consorzi di tutela. Un ponte tra vino, cultura e innovazione, capace di valorizzare l’identità produttiva e turistica del Paese e, allo stesso tempo, rafforzare il posizionamento competitivo delle nostre imprese».

L’iniziativa si inserisce in un percorso già avviato con il Terzo Convegno Internazionale sul Vino, tenutosi a Venezia nell’ottobre scorso, e mira a colmare un vuoto nel panorama nazionale, allineando l’Italia alle più avanzate esperienze internazionali, come la Cité du Vin di Bordeaux, il WoW di Porto e il Vivanco in Spagna. Il confronto ha visto il contributo di autorevoli esponenti del settore, tra cui Albiera Antinori (Marchesi Antinori), Piero Mastroberardino (Mastroberardino), Alessia Pasotti (Gruppo Masi) e Luca Giavi (Consorzio di tutela Prosecco DOC), che hanno espresso un ampio consenso sull’importanza strategica del progetto per il territorio veronese e per l’intero sistema vitivinicolo nazionale.

«Ben venga un nuovo hub dedicato al valore culturale del vino, in quanto elemento chiave per poter rafforzare il network tra produttori, aziende e istituzioni – ha dichiarato Piero Mastroberardino – I grandi modelli internazionali devono essere ispirazione ma anche punti di riferimento da cui recepire ciò che non funziona e può essere migliorato nell’ideazione del primo museo di questo tipo in Italia».
«Non vediamo competizione ma sinergia tra il progetto Muvin e le iniziative delle singole aziende – ha detto Alessia Pasotti, in rappresentanza del Gruppo Masi – Ci aspettiamo che un hub internazionale come quello progettato dalla Fondazione porti valore ai produttori».

«Questo progetto sarà un punto di partenza, non di arrivo, per la cultura del vino italiano – ha affermato Luca Giavi, Consorzio di tutela Prosecco DOC – Creerà ponti con i territori e dovrà rappresentare tutte le nostre filiere. I campanilismi, in un momento di grande difficoltà del settore, devono essere superati, guardando alla realizzazione di un centro nazionale come obiettivo primario e unitario».
«Grazie al recente riconoscimento della Cucina Italiana come Patrimonio UNESCO, il nostro vino ha oggi uno strumento di marketing e visibilità davvero straordinario – ha concluso Albiera Antinori, Marchesi Antinori – Un museo sulla cultura del vino apre le porte a nuovi modi per raccontare questo nostro valore».

Il panel si è svolto nell’ambito del nuovo format “Vinitaly Tourism”, contribuendo ad ampliare il confronto sulle prospettive future dell’enoturismo e sul ruolo delle reti territoriali nella valorizzazione integrata delle destinazioni. In questo contesto, il progetto MUVIN emerge come un’iniziativa capace di coniugare cultura, tradizione, economia e innovazione, con ricadute significative sul turismo e sul sistema economico-sociale veronese.
La Fondazione Museo del Vino MUVIN, costituita nel 2022 come ente senza scopo di lucro, riunisce per la prima volta tutte le principali associazioni economiche del territorio veronese – tra cui Coldiretti, Confagricoltura, CIA, AVIVE, Confcommercio, Confesercenti, API e Confcooperative – a testimonianza della forte condivisione dell’iniziativa. Lo statuto prevede inoltre l’istituzione di un Comitato Scientifico incaricato di supportare le strategie della Fondazione e le relazioni con le istituzioni nazionali e internazionali, composto da autorevoli accademici ed esperti del settore.

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