Intesa Sanpaolo rafforza la filiera del vino: 1,5 miliardi di credito per la crescita delle imprese
di Matteo ScolariIn occasione di Vinitaly 2026, in corso alla Fiera di Verona fino al 15 aprile, Intesa Sanpaolo conferma il proprio ruolo di partner strategico per lo sviluppo della filiera vitivinicola italiana, mettendo a disposizione 1,5 miliardi di euro di nuovo credito destinati a sostenere investimenti, innovazione, sostenibilità e crescita dimensionale delle imprese del comparto. L’iniziativa si inserisce in una collaborazione con la manifestazione veronese che si rinnova per il quinto anno consecutivo, a testimonianza dell’attenzione della banca verso uno dei settori più rappresentativi del made in Italy.
Il plafond è rivolto in particolare alle oltre 7.000 PMI vitivinicole clienti della Divisione Banca dei Territori e si affianca a un modello di advisory di finanza straordinaria pensato per supportare i processi di rafforzamento competitivo e di internazionalizzazione. Tra gli strumenti messi a disposizione figurano operazioni di finanza strutturata, fusioni e acquisizioni, quotazioni in Borsa, gestione della governance e passaggi generazionali, elementi sempre più strategici in un contesto economico globale caratterizzato da elevata incertezza.
Un ulteriore sostegno al comparto arriva dal pegno rotativo sui prodotti a denominazione, che ha visto la concessione complessiva di 65,8 milioni di euro nel settore agroalimentare, di cui 25,4 milioni specificamente destinati ai vini DOC, DOCG e IGT, strumenti fondamentali per favorire la liquidità delle imprese e valorizzare le produzioni di qualità.
«In un contesto globale così incerto, le nostre PMI possono contare su un supporto costante sia in termini finanziari che consulenziali: con 1,5 miliardi di nuovo credito a disposizione e un modello di advisory che gode delle sinergie del Gruppo, anche la Direzione Agribusiness riesce a offrire alle imprese del settore un supporto unico in Italia per fusioni, acquisizioni, ricambio generazionale e apertura di nuovi stabilimenti anche all’estero, di particolare interesse anche per i protagonisti del mondo del vino. A questa valutazione sulle opportunità di mercato da cogliere attraverso la finanza straordinaria, affianchiamo i nostri strumenti per la transizione digitale ed energetica, decisivi per mantenere e rafforzare la competitività del vino italiano», ha dichiarato Massimiliano Cattozzi, responsabile della Direzione Agribusiness della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo.
La Direzione Agribusiness della banca rappresenta una struttura altamente specializzata, con oltre 1.100 professionisti e 250 punti operativi su tutto il territorio nazionale, impegnata ad accompagnare le imprese agricole e agroalimentari nei percorsi di investimento, innovazione e transizione sostenibile. Dalla sua costituzione nel 2021 sono stati erogati oltre 9,5 miliardi di euro di finanziamenti a medio-lungo termine, confermando l’importanza strategica attribuita al comparto.
Le analisi del Research Department di Intesa Sanpaolo evidenziano come l’Italia si confermi primo produttore mondiale di vino con 47,4 milioni di ettolitri nel 2025, davanti a Francia e Spagna. Tuttavia, il commercio estero mostra segnali di rallentamento: le esportazioni italiane si attestano a 7,8 miliardi di euro, registrando una lieve flessione sia in valore (-3,7%) sia in volume (-1,9%).
In questo scenario, il territorio veronese mantiene una posizione di sostanziale stabilità: il distretto dei Vini del Veronese segna nel 2025 una variazione dell’export pari al -0,9%, performance che, pur leggermente negativa, risulta più resiliente rispetto ad altre aree vitivinicole italiane che hanno registrato cali più marcati.
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