Identità, territorio e condivisione: la visione di Alessia Ceschi per il futuro del vino
di Matteo ScolariIl settore vitivinicolo sta attraversando una fase di trasformazione profonda, segnata da sfide geopolitiche, cambiamenti climatici e nuove tendenze di consumo. In questo scenario, il ruolo delle cantine diventa sempre più strategico non solo dal punto di vista produttivo, ma anche culturale e sociale. In occasione della 58ª edizione di Vinitaly, abbiamo intervistato Alessia Ceschi, vicepresidente della Cantina Valpolicella Negrar, per approfondire le prospettive del comparto e le strategie per affrontare il futuro.
Vicepresidente, qual è il significato di Vinitaly per una realtà storica e cooperativa come la Cantina Valpolicella Negrar?
Vinitaly rappresenta un appuntamento imprescindibile e una straordinaria opportunità di incontro con clienti, buyer e stakeholder provenienti da tutto il mondo. Essere presenti a Verona significa poter accogliere i nostri interlocutori “a casa”, rafforzando relazioni e creando nuove occasioni di collaborazione. Non è solo una fiera, ma un momento di grande energia e condivisione per tutto il settore, un’occasione di dialogo e confronto tra produttori che consente di riflettere sulle sfide comuni e di generare nuove idee per la crescita.
Il comparto vitivinicolo sta affrontando un periodo complesso. Quali sono le principali sfide per le cantine oggi?
Le difficoltà derivano sia da fattori congiunturali, come le tensioni geopolitiche e l’incertezza dei mercati, sia da elementi strutturali, tra cui il cambiamento climatico e l’evoluzione delle abitudini di consumo. Si tratta di dinamiche sulle quali le aziende hanno un margine di intervento limitato. Per questo motivo è fondamentale concentrarsi su ciò che possiamo realmente governare: la nostra identità e la nostra capacità di adattamento. Essere flessibili non significa perdere la propria essenza, ma rafforzarla, valorizzando ciò che rende ogni realtà unica.
Quanto è importante il concetto di identità territoriale per affrontare queste trasformazioni?
L’identità rappresenta una leva strategica fondamentale. Creare valore significa raccontare la propria storia, il territorio e le persone che ne fanno parte. Il vino non è un semplice prodotto di consumo, ma l’espressione di una cultura e di una comunità. Valorizzare queste caratteristiche consente di instaurare un legame autentico con il consumatore e di affrontare con maggiore solidità le sfide del mercato. Anche i vini della Valpolicella, grazie alla loro storicità e al forte radicamento territoriale, riescono a mantenere un rapporto duraturo con il pubblico, pur adattandosi ai cambiamenti dei gusti.
I vini rossi strutturati della Valpolicella stanno risentendo del cambiamento delle preferenze dei consumatori?
Questi vini non sono isolati dal contesto di mercato e risentono inevitabilmente delle nuove tendenze, che vedono una crescente preferenza per prodotti più freschi e immediati, soprattutto tra i giovani. Tuttavia, la loro forza risiede nei legami costruiti nel tempo con i consumatori e nella straordinaria varietà di sfumature che il territorio può esprimere. Non esistono vini “migliori” in senso assoluto: ogni vino possiede caratteristiche uniche che possono incontrare gusti differenti. Studiare e valorizzare queste peculiarità è essenziale per comunicare al meglio il valore della denominazione.
Quale ruolo riveste la comunicazione, in particolare nei confronti delle nuove generazioni?
La comunicazione è un elemento chiave e deve evolvere per dialogare efficacemente con i consumatori del futuro. È necessario adottare linguaggi più inclusivi e coinvolgenti, capaci di abbattere barriere e pregiudizi. La nostra cantina si impegna a essere un luogo aperto, promuovendo eventi, iniziative culturali e momenti di incontro con il territorio. Il primo passo per comunicare ai giovani è ascoltarli, comprendendo le loro esigenze e aspettative, così da costruire un dialogo autentico e duraturo.
L’enoturismo rappresenta una leva strategica per il settore. Qual è il vostro approccio?
Crediamo fortemente nell’enoturismo come strumento per avvicinare le persone al mondo del vino e al territorio. Una cantina cooperativa come la nostra è fatta innanzitutto di persone e relazioni, e l’apertura verso il pubblico è un elemento fondamentale della nostra identità. Accogliere visitatori significa offrire un’esperienza autentica e contribuire alla valorizzazione del territorio, creando un legame diretto con il consumatore finale.
Sostenibilità ed ESG sono ormai temi centrali. Come si inseriscono nella vostra strategia aziendale?
La sostenibilità non è un elemento accessorio, ma un requisito fondamentale per operare in modo etico e responsabile. Essendo una cooperativa composta da circa 250 soci e 800 ettari di vigneto, sentiamo una forte responsabilità nei confronti dell’ambiente e della comunità. La certificazione Equalitas testimonia un impegno concreto che coinvolge l’intera organizzazione, dal consiglio di amministrazione ai dipendenti. I principi ESG rappresentano quindi una base imprescindibile per garantire la continuità e la credibilità dell’azienda nel lungo periodo.
In Evidenza
Masi, nel 2025 perdita contenuta. Rilancio con una strategia di crescita internazionale

A4 Holding, bilancio 2025 positivo: ricavi stabili a 465 milioni ed Ebitda in crescita

Export vino, Verona leader in Italia: nel 2025 raggiunti 1,2 miliardi di euro

OperaWine 2026: 150 etichette raccontano l’eccellenza del vino italiano

A Milano l’assemblea soci di Banco BPM: rinnovo dei vertici e decisioni sul bilancio 2025

Verona, boom di visitatori: 658 mila a marzo e 228 mila nel ponte di Pasqua

PMI, entra in vigore la nuova legge: più credito, incentivi e regole su recensioni online

Olio, l’oro verde che l’Italia non ha ancora imparato a raccontare

FS, 28 milioni di viaggiatori per Pasqua e ponti primaverili: potenziata l’offerta ferroviaria


