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False recensioni online, FIPE Confcommercio Verona: «Servono controlli più incisivi»

di Matteo Scolari
Con l’entrata in vigore della Legge annuale sulle PMI n. 34/2026 si introducono criteri chiari per distinguere le recensioni autentiche da quelle false. FIPE Confcommercio Verona accoglie positivamente la normativa, sottolineando però la necessità di un maggiore impegno da parte delle piattaforme digitali.

La tutela della reputazione digitale diventa un elemento sempre più centrale per la competitività delle imprese, in particolare nei territori a forte vocazione turistica come Verona. In questo contesto si inserisce l’entrata in vigore della Legge annuale sulle PMI n. 34/2026, che introduce per la prima volta una disciplina organica contro il fenomeno delle false recensioni online, destinata a essere ulteriormente definita attraverso le linee guida dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM).

A evidenziarne la portata è Paolo Artelio, presidente provinciale e regionale di FIPE Confcommercio e vicepresidente di Confcommercio Verona, che sottolinea come la nuova normativa rappresenti un passo significativo per la tutela delle imprese del settore della ristorazione e dell’ospitalità. «Si tratta di un provvedimento importante perché introduce finalmente criteri chiari per distinguere le recensioni autentiche da quelle false, dando risposta a situazioni che fino ad oggi non erano adeguatamente disciplinate».

Paolo Artelio
Paolo Artelio, presidente FIPE Confcommercio Verona e Veneto,

La legge stabilisce infatti parametri precisi per qualificare una recensione come lecita: deve essere collegata a un’esperienza reale, riferirsi a prodotti o servizi effettivamente utilizzati, essere pubblicata entro 30 giorni e non essere influenzata da incentivi, sconti o altri benefici che possano comprometterne l’imparzialità. Un aspetto particolarmente rilevante è l’introduzione di un limite temporale per la pubblicazione, pensato per garantire maggiore attendibilità e verificabilità dei contenuti, senza comprimere la libertà di espressione dei consumatori. Inoltre, il decorso di due anni dalla pubblicazione diventa elemento determinante per valutarne la perdita di attualità e quindi l’eventuale illiceità.

«Viene chiarito – prosegue Artelio – un principio che può sembrare scontato ma che non lo era affatto: una recensione è attendibile solo se proviene da chi ha realmente utilizzato il servizio. Questo consente di colmare lacune nei sistemi di verifica delle piattaforme e di rafforzare il concetto di recensione ‘verificata’».

La normativa valorizza inoltre le recensioni supportate da una prova di acquisto, riconoscendo una presunzione di autenticità in presenza di documentazione fiscale, pur senza introdurre obblighi automatici per il consumatore. Allo stesso tempo, pur non prevedendo nuovi obblighi specifici per piattaforme e motori di ricerca, la legge rafforza il loro dovere di intervenire tempestivamente a seguito di segnalazioni da parte delle imprese.

Nonostante il giudizio complessivamente positivo, FIPE Confcommercio Verona sottolinea la necessità di ulteriori passi avanti. «È evidente però che la norma, da sola, non è sufficiente – sottolinea Artelio –. Serve un impegno concreto da parte delle piattaforme nel garantire controlli efficaci e tempi rapidi di intervento, così come è fondamentale che le imprese siano messe nelle condizioni di segnalare facilmente i contenuti illeciti».

Nicola Dal Dosso
Nicola Dal Dosso.

Sulla stessa linea anche il direttore generale di Confcommercio Verona, Nicola Dal Dosso, che evidenzia l’importanza di una collaborazione tra tutti gli attori coinvolti: «L’auspicio è che questa normativa contribuisca a ridurre progressivamente il fenomeno delle false recensioni. Solo attraverso la collaborazione tra istituzioni, piattaforme ed esercenti sarà possibile costruire un ecosistema digitale più equo, credibile e a beneficio dell’intero sistema economico».

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