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Marco Bellini: «L’olio extravergine va raccontato, non solo venduto»

di Matteo Scolari
Dalla cultura del prodotto alla sfida dei mercati: il punto di vista del Brand Ambassador di Fontanara sul futuro dell’olio veronese.

L’olio extravergine di oliva è ancora oggi un prodotto troppo poco valorizzato rispetto al suo reale valore. Marco Bellini, Brand Ambassador di Fontanara, racconta a Verona Economia le sfide e le opportunità di un settore che può crescere attraverso cultura, innovazione e rete tra produttori. Dalla partecipazione a Sol Expo fino alle criticità legate al mercato e al cambiamento climatico, emerge un quadro dinamico ma ancora ricco di potenziale inespresso.

Qual è stata la vostra esperienza alla prima partecipazione a Sol Expo?

È stata sicuramente un’occasione molto importante per il settore nel suo complesso. C’è ancora molto lavoro da fare, ma eventi come questo sono fondamentali perché permettono di incontrare altri produttori e mettere insieme tutti gli stakeholder. È proprio attraverso queste occasioni che si può far crescere il comparto e creare maggiore consapevolezza attorno al mondo dell’olio.

Il fatto che l’olio abbia oggi una fiera dedicata dimostra una crescente attenzione. È davvero così?

Sì, è un segnale chiaro. Per anni l’olio è stato inserito all’interno di contesti più ampi, mentre oggi si sente l’esigenza di costruire una cultura specifica. È un prodotto eccellente, ma ancora sottostimato dal punto di vista culturale. Serve fare educazione, perché spesso viene percepito come un semplice prodotto di largo consumo, senza valorizzarne le peculiarità.

Quanto è importante la formazione del consumatore?

È fondamentale. Noi lavoriamo molto su questo aspetto: organizziamo degustazioni nella nostra sede, rivolte sia a tecnici e sommelier, sia ai ristoratori e al consumatore finale. Crediamo che la cultura dell’olio debba crescere a tutti i livelli. Solo così si può comprendere davvero il valore dell’extravergine.

C’è ancora molta confusione tra le diverse tipologie di olio?

Sì, purtroppo la nomenclatura non aiuta. Olio d’oliva ed extravergine sembrano simili, ma in realtà sono prodotti molto diversi. L’extravergine deriva esclusivamente da spremitura meccanica, mentre altri oli possono essere frutto anche di processi chimici. È importante fare chiarezza per aiutare il consumatore a scegliere consapevolmente.

Fontanara punta molto anche sul territorio. Quanto conta questo aspetto?

Conta moltissimo. Uno dei nostri punti di forza è l’oliveto nel Parco della Musella, un’area protetta dove coltiviamo in biologico. Questo ci permette di ottenere un prodotto di altissima qualità, come la nostra DOP Veneto Valpolicella. L’ambiente incontaminato è un elemento chiave per garantire eccellenza.

Quali sono le principali criticità del settore oggi?

Una delle più rilevanti è la mosca dell’olivo, un parassita che negli ultimi anni ha creato molte difficoltà. Serve un monitoraggio continuo e un lavoro molto attento in campo. Inoltre, il contesto geopolitico ed economico incide molto: tra dazi, costi e concorrenza internazionale, soprattutto da parte del prodotto spagnolo, il mercato è complesso.

Quanto pesa la competizione internazionale?

Incide parecchio. Anche se lavoriamo con extravergine italiano, il prezzo di mercato è influenzato da produzioni europee più competitive. Le tensioni geopolitiche e i costi di esportazione rendono tutto più difficile. Speriamo che la situazione si stabilizzi per garantire nuovi sbocchi commerciali.

Innovazione e tecnologia stanno cambiando il settore?

Sì, anche se è un ambito con margini ridotti e quindi meno investimenti storici. Noi però crediamo molto nella ricerca: lavoriamo con un team interno e con esperti esterni per migliorare continuamente i processi produttivi e ottimizzare la qualità.

Come descriverebbe i vostri oli a chi non li ha mai assaggiati?

Produciamo diverse tipologie, tutte extravergini italiani. Dal blend più versatile, con un ottimo rapporto qualità-prezzo, fino alla linea selezione e al biologico. Il nostro prodotto di punta è la DOP, da quest’anno anche biologica: un olio delicato ma aromatico, equilibrato, con grande personalità pur senza note amare o piccanti troppo marcate.

Guardando al futuro, quali sono le prospettive per Fontanara?

Siamo un’azienda dinamica, sempre in movimento. Continuiamo a investire in innovazione e a esplorare nuove opportunità. Crediamo che proprio nelle difficoltà si possano trovare le occasioni migliori per crescere e migliorarsi.

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