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Carburanti, il Governo proroga il taglio delle accise fino al 1° maggio: stanziati 500 milioni

di Matteo Scolari
Via libera del Consiglio dei Ministri al decreto legge che proroga il taglio delle accise sui carburanti finanziato tramite le risorse dell’Ets.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato un nuovo decreto legge sui carburanti, confermando la proroga del taglio delle accise fino al 1° maggio in un contesto definito dallo stesso Governo di «emergenza e urgenza». Ad annunciarlo è stato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti al termine della riunione a Palazzo Chigi.

Il provvedimento interviene su una misura già in vigore e in scadenza nel giorno di Pasquetta, estendendone gli effetti per alcune settimane con l’obiettivo di contenere il peso dei rincari energetici su famiglie e sistema produttivo. Il decreto, ha spiegato il ministro, rappresenta una risposta temporanea in una fase caratterizzata da forte instabilità internazionale, con possibili ulteriori interventi legati all’evoluzione del quadro geopolitico.

Sul fronte delle coperture, l’intervento complessivo si colloca nell’ordine dei 500 milioni di euro. Una parte, pari a circa 200 milioni, deriva dall’aumento del gettito IVA, mentre circa 300 milioni provengono da risorse legate al sistema europeo Ets (Emission Trading System), senza intaccare i fondi già destinati al sostegno delle imprese energivore.

Il decreto amplia inoltre il perimetro degli interventi a favore delle imprese. In particolare, viene esteso alle aziende agricole il credito d’imposta del 20% già previsto per il settore della pesca, rafforzando il sostegno a comparti esposti all’aumento dei costi energetici. Previsto anche un intervento attraverso Simest a favore delle imprese esportatrici, oltre al recepimento dell’accordo con le associazioni di categoria sul piano Transizione 5.0, ora inserito nel quadro normativo del decreto.

Nel corso della conferenza stampa, Giorgetti ha anche richiamato il contesto internazionale, definendo “oggettivamente preoccupante” il quadro economico globale, emerso anche nel recente G7 con la partecipazione delle organizzazioni internazionali. Secondo il ministro, la durata delle tensioni geopolitiche sarà determinante per le future scelte di politica economica, con possibili effetti sia sul fronte fiscale sia su quello monetario.

Non esclusa, inoltre, una riflessione a livello europeo sull’eventuale utilizzo delle clausole di flessibilità rispetto ai vincoli di bilancio. «Se la situazione non cambia, sarà inevitabile», ha osservato Giorgetti, sottolineando come il tema sia già stato posto in sede di Eurogruppo.

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