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Orto 2000, l’innovazione (anche digitale) che nasce dalla terra

di Matteo Scolari
Dall’e-commerce pionieristico alle nuove esigenze degli hobbisti, il titolare di Orto 2000 racconta l’evoluzione di un settore che continua a crescere.

Nel cuore della fiera “Vita in Campagna”, tra profumi di primavera e nuove tendenze del verde, emerge la storia di un imprenditore che ha saputo anticipare il mercato. Amadeo Castagnedi, titolare di Orto 2000, racconta un settore in evoluzione, dove passione, innovazione e capacità di leggere i cambiamenti fanno la differenza. Dalla scommessa dell’e-commerce alle nuove esigenze degli hobbisti, il suo punto di vista offre uno spaccato concreto di un comparto dinamico e in crescita.

Qual è il valore di partecipare a una fiera come “Vita in Campagna”?

Sì, per noi è sicuramente un momento importante. Giochiamo in casa, essendo un’azienda del territorio veronese, e quindi è l’occasione giusta per focalizzare l’attenzione sul nostro prodotto. Anche se lavoriamo prevalentemente sull’ingrosso, servendo garden e agrarie, qui incontriamo direttamente i nostri clienti principali e rafforziamo le relazioni.

Dal punto di vista economico, come sta andando il settore?

Il momento è positivo, soprattutto con l’arrivo della primavera. Negli ultimi anni il settore ha vissuto un forte boom durante il Covid, poi c’è stato un naturale assestamento. Tuttavia oggi si lavora comunque di più rispetto al periodo pre-Covid. Molti hobbisti si sono avvicinati in quel periodo e una buona parte è rimasta, continuando a coltivare questa passione.

Da dove nasce questa crescente passione per l’orto?

È una combinazione di fattori: il piacere di coltivare, la voglia di prodotti freschi e genuini, ma anche l’evoluzione dell’offerta. Oggi ci sono tantissime nuove varietà che fanno davvero la differenza. Non esiste più solo il pomodoro tradizionale: la scelta è diventata ampissima, e questo stimola molto anche gli appassionati.

Siete stati pionieri nella vendita online di piantine da orto. Com’è nata questa intuizione?

Siamo partiti più di dieci anni fa con www.piantinedaorto.it, quando sembrava quasi fantascienza. È stato un percorso difficile perché non c’erano riferimenti: abbiamo dovuto costruire l’esperienza da zero, confrontandoci e sperimentando. Abbiamo investito molto, anche pagando errori, ma oggi possiamo dire che quella scelta ha dato risultati. Recentemente abbiamo anche ottenuto un brevetto in Germania per il nostro sistema di imballaggio, segno che il lavoro fatto è stato riconosciuto.

L’online oggi è una leva strategica?

Assolutamente sì, funziona bene. Dopo anni di sviluppo e ottimizzazione, è diventato un canale importante, sia in termini di fatturato che di posizionamento.

Avete puntato anche su nicchie particolari, come il peperoncino piccante. Che evoluzione ha avuto?

È stata una nicchia molto interessante, soprattutto durante il Covid ha avuto un grande boom. Oggi però il mercato si è stabilizzato: il peperoncino molto piccante ha un consumo limitato, perché basta una piccola quantità per durare a lungo. Quindi non è più in crescita come prima.

Quanto conta oggi l’innovazione nel vostro settore?

Conta tantissimo. L’innovazione non è solo nelle varietà, ma anche nei formati e nelle soluzioni per il consumatore. Ad esempio, quest’anno abbiamo introdotto nuove vaschette con meno piantine, pensate per chi ha poco spazio. Invece della classica vaschetta da sei fori, proponiamo soluzioni con due fori per varietà diverse: così si offre più scelta anche a chi ha un orto piccolo.

Che direzione sta prendendo il mercato dell’orto e del giardinaggio?

È un mercato sempre più orientato alla personalizzazione e alla qualità. L’hobbista di oggi è informato, curioso, vuole sperimentare e scegliere prodotti diversi. Non basta più il prodotto standard: bisogna offrire varietà, innovazione e soluzioni pratiche. Chi riesce a intercettare queste esigenze ha sicuramente un vantaggio competitivo.

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