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PAC, risorse blindate per l’agricoltura veronese: 99 milioni in arrivo, ora la sfida è il post-2027

di Matteo Scolari
Coldiretti al convegno di Cerea: «Evitato il Fondo unico europeo». Vantini: «Sostegni solo a chi fa davvero agricoltura». Annunciate nuove mobilitazioni al Brennero.

Un risultato che mette in sicurezza il futuro del comparto agricolo, ma che apre al tempo stesso una nuova fase di confronto sulle politiche europee. È questo il messaggio emerso dall’incontro organizzato da Coldiretti Verona a Cerea, dove al centro del dibattito è stata la Politica agricola comune (PAC) e le prospettive dopo il 2027.

Hanno aperto i lavori Giacomo Beltrame, Vice Presidente di Coldiretti Verona, e Alberto Mantovanelli, Coordinatore del Gruppo di lavoro Colture industriali, mentre il Direttore Massimo Albano ha coordinato gli interventi.

Per le aziende veronesi la notizia principale è la conferma delle risorse europee, che non confluiranno in un Fondo unico, evitando così il rischio di dispersione dei finanziamenti destinati al settore. Un passaggio considerato decisivo dagli operatori presenti all’Area Exp.

«Abbiamo salvato la Pac – le parole del presidente di Coldiretti Verona Alex Vantini – e alle aziende agricole veronesi arriveranno 99 milioni di euro nella programmazione 2028–2034. Contributi che verranno riconosciuti a fronte del loro impegno nella salvaguardia del territorio e della distintività del nostro modello agricolo, che non ha eguali al mondo per sicurezza e qualità».

L’incontro, dedicato al tema “La PAC post-2027 e i contratti di filiera”, ha rappresentato un momento di approfondimento sulle nuove dinamiche del comparto, con il coinvolgimento di esperti nazionali e rappresentanti del territorio. Dopo i saluti iniziali, l’analisi è entrata nel merito dell’evoluzione recente delle politiche europee.

A tracciare il quadro è stato Luca Saba, capo area economica di Coldiretti, che ha evidenziato come negli ultimi mesi lo scenario sia radicalmente cambiato: da una prospettiva di taglio di 10 miliardi di euro per l’Italia si è passati a una dotazione complessiva di quasi 41 miliardi, in aumento rispetto alla precedente programmazione.

Un risultato che segna una discontinuità rispetto agli anni precedenti, ma che non cancella le criticità strutturali. «Rimane l’assenza di lungimiranza a livello europeo – ha spiegato Saba – dove permane una politica ambientale rigida che non dà garanzie per la competitività economica dei territori agricoli».

Sul piano operativo, il focus tecnico è stato affidato a Stefano Leporati, capo servizio politiche economiche di Coldiretti, che ha evidenziato le principali novità introdotte dal Regolamento Semplificazione. «Con l’introduzione del Regolamento Semplificazione a dicembre – ha spiegato – sono state introdotte nuove opportunità per le aziende, soprattutto quelle di piccole dimensioni sotto i 10 ettari che oggi sono esentate da controlli e sanzioni relativi alla condizionalità». Tra le altre misure, Leporati ha richiamato la possibilità di finanziare l’acquisto di capi di bestiame tramite il CSR del Veneto, oltre a nuovi incentivi agli investimenti e ai sostegni per il biologico estesi anche alle aziende in fase di conversione, «novità concrete che entreranno a regime con le domande del 2026».

A chiudere l’incontro è stato ancora Vantini, che ha rilanciato le priorità per il futuro del settore: «dobbiamo abbattere una burocrazia diventata ormai troppo complessa e soffocante. Il nostro obiettivo è unico: la PAC deve andare esclusivamente a chi vive realmente di agricoltura, sostenendo il reddito delle imprese agricole, che è la ragione stessa per cui questa politica è nata».

Il presidente ha inoltre richiamato l’attenzione sulle difficoltà del comparto, tra aumento dei costi di produzione e pressione sui prezzi, con particolare riferimento al lattiero-caseario e al vitivinicolo, alle prese con una fase complessa legata anche al calo dei consumi.

«Stiamo attraversando un periodo difficilissimo – ha detto Vantini – ed è necessario fermare le speculazioni sui costi di produzione, dai fertilizzanti ai carburanti, ma anche quelle che colpiscono i prezzi dei prodotti agroalimentari».

Nel finale, l’annuncio di nuove iniziative di mobilitazione: «presto saremo di nuovo al Brennero per mantenere alta l’attenzione sul fenomeno del Fake Made in Italy. Chiediamo con forza che venga garantita la reciprocità negli accordi di libero scambio e che venga fatta chiarezza sul Codice doganale».

Per il sistema agricolo veronese, la conferma delle risorse europee rappresenta dunque un punto fermo. Ma la partita si sposta ora sulla costruzione della PAC post-2027, tra sostenibilità, competitività e difesa del reddito delle imprese.

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