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Turismo in Veneto, il 2026 parte stabile per Verona

di Redazione
I dati Federalberghi confermano la tenuta del sistema regionale. Crescono mare (+10%) e lago (+6%), mentre le città d'arte mantengono i flussi dello scorso anno.

Il turismo in Veneto apre il 2026 all’insegna della stabilità. Secondo i dati dell’Ufficio di Statistica regionale su base Istat, il mese di gennaio ha registrato circa 819mila arrivi e oltre 2 milioni di presenze. Si tratta di una variazione minima (-0,4%) rispetto allo stesso periodo del 2025, che conferma la solidità del comparto nonostante le oscillazioni fisiologiche del periodo invernale.

L’andamento delle destinazioni: volano mare e laghi

L’analisi per comparti evidenzia trend differenti tra le varie località. Il dato più significativo riguarda il mare, che segna un incremento del +10%. Segue il lago con un solido +6%, mentre la montagna rimane sostanzialmente in linea con lo scorso anno (+1%).

Nelle Dolomiti si registra una lieve flessione (-1,1%), giustificata dal contingentamento della clientela tradizionale dovuto alle esigenze logistiche per le Olimpiadi invernali. Anche le città d’arte segnano un leggero calo (-1%), con Venezia che resta stabile.

Verona e le altre province

Verona conferma la sua attrattività mantenendo livelli di affluenza analoghi a quelli del gennaio 2025. Tra le singole località costiere, spicca il risultato di Jesolo che chiude il mese con un +5%. Al contrario, il comparto termale subisce una contrazione del -5,5%, un dato comunque riferito a volumi limitati tipici della stagione.

Il commento di Federalberghi

Per Massimiliano Schiavon, presidente di Confturismo e Federalberghi Veneto, il bilancio è positivo: «Il turismo veneto dimostra ancora una volta un grande equilibrio tra le diverse destinazioni e la capacità del sistema di mantenere stabilità anche in un mese fisiologicamente marginale come gennaio».

Secondo Schiavon, la regione si conferma una meta completa, capace di distribuire i flussi in modo efficace tra le diverse eccellenze del territorio. «Il lavoro delle imprese dell’ospitalità – conclude il presidente – resta fondamentale per mantenere alta la qualità dell’offerta e rafforzare il posizionamento internazionale della nostra regione».

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