Maurizio Russo, presidente Federalberghi Verona e Provincia.
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Maurizio Russo: «Le Olimpiadi dimostrano che la città può giocare a livello internazionale»

di Matteo Scolari
Il presidente di Federalberghi Verona e provincia commenta l’impatto delle cerimonie olimpiche e paralimpiche e le prospettive per il settore: più eventi, nuovi mercati internazionali e un equilibrio da ritrovare tra turismo, residenti e commercio di vicinato.

Le cerimonie olimpiche e paralimpiche ospitate all’Arena hanno portato Verona sotto i riflettori del mondo. Per Maurizio Russo, presidente di Federalberghi Verona e provincia, si tratta di un’occasione che la città deve saper capitalizzare. I dati sul turismo sono positivi, con una forte crescita delle presenze straniere e un’occupazione alberghiera stabile anche nei mesi più difficili dell’anno. Ma la vera sfida, spiega Russo, sarà consolidare questo slancio puntando su eventi, nuovi mercati internazionali e infrastrutture efficienti, senza dimenticare il delicato equilibrio tra turismo e qualità della vita urbana.

Presidente Russo, negli ultimi mesi sono stati diffusi diversi dati sul turismo a Verona. Quanto sono significativi i numeri legati al weekend olimpico?

Sono numeri importanti, ma è bene chiarire che non coincidono con le presenze turistiche nelle strutture ricettive. I dati diffusi sui visitatori del centro storico derivano da rilevazioni sulle celle telefoniche e indicano i passaggi in città, non le persone che pernottano negli alberghi. Questo non significa che non siano dati rilevanti: al contrario, dimostrano che l’evento olimpico ha portato un grande afflusso di persone e ha dato ossigeno a un mese come febbraio che storicamente è di bassa stagione.

Quindi le Olimpiadi hanno avuto un impatto concreto anche sul sistema dell’ospitalità?

Sì, sicuramente. Gli albergatori lavorano su questo appuntamento dal 2019 per quanto riguarda tutta la macchina organizzativa dell’ospitalità assieme a Fondazione Milano Cortina 2026. Non è stato semplice, ma è stata anche una prova importante: Verona ha dimostrato di essere in grado di gestire eventi di portata internazionale. Questo è un segnale molto positivo per il futuro della città e per il turismo.

Guardando ai dati complessivi, il 2025 è stato un anno positivo per il turismo veronese?

Direi di sì, è stato un anno molto importante. I numeri sono buoni soprattutto per quanto riguarda la componente straniera, che continua a crescere. Abbiamo visto anche l’arrivo di nuovi mercati: penso per esempio all’Est Europa, con la Polonia che è un Paese economicamente in crescita e con un forte potenziale turistico. La promozione si fa proprio dove c’è la possibilità di viaggiare e dove le persone hanno capacità di spesa.

Qual è stato il livello di occupazione degli alberghi in città?

Nel centro di Verona siamo stati intorno al 70-71% di occupazione media nel 2025. È un dato significativo, soprattutto considerando che comprende anche i mesi cosiddetti “morti”. Proprio febbraio, grazie agli eventi, ha dimostrato quanto Verona possa beneficiare di un calendario ricco di appuntamenti.

Quindi il tema degli eventi resta centrale per il turismo cittadino?

Assolutamente sì. Verona vive di eventi. La cultura è fondamentale, ma gli eventi sono determinanti perché riescono a riempire anche i periodi più difficili dell’anno. Senza eventi la città soffre molto dal punto di vista turistico. Per questo è importante continuare a investire in iniziative culturali, sportive e congressuali.

Un altro elemento chiave è rappresentato dalle infrastrutture. Quanto pesa l’aeroporto recentemente riqualificato nello sviluppo turistico?

Le infrastrutture sono fondamentali. Non sono un esperto di aeroporti, ma posso dire che i collegamenti aerei hanno già cambiato il profilo degli ospiti che arrivano negli alberghi. Il volo giornaliero Verona-Parigi, ad esempio, ha portato molti turisti americani perché Parigi è un hub internazionale. Inoltre nel 2025 molti visitatori statunitensi hanno scelto di dormire a Verona invece che a Venezia. Verona è una città bellissima e spesso anche più conveniente.

C’è però ancora qualcosa da migliorare?

Sì, i collegamenti interni. L’aeroporto è una grande opportunità, ma dobbiamo migliorare il sistema dei trasporti tra lo scalo, la città e il territorio. È un aspetto su cui bisogna lavorare ancora.

Il turismo cresce, ma emergono anche criticità legate alla trasformazione del centro storico. Come vede questo fenomeno?

Serve equilibrio. Negli ultimi anni abbiamo assistito alla diminuzione dei residenti e delle botteghe di vicinato, mentre sono aumentati alloggi turistici e attività legate al turismo. È un tema che Federalberghi segnala da tempo. Se non ci sono residenti, le botteghe soffrono. Bar, ristoranti e strutture ricettive funzionano perché c’è domanda, ma il centro storico deve rimanere un luogo vissuto.

Quali soluzioni potrebbero aiutare a ristabilire questo equilibrio?

La politica dovrebbe incentivare l’abitazione principale nei centri storici. In alcune città italiane si stanno sperimentando contributi per chi affitta con contratti tradizionali. Non dico che sia l’unica soluzione, ma potrebbe essere un inizio. Le case devono tornare a essere luoghi dove si vive, non solo spazi destinati al turismo.

Guardando al futuro, qual è la priorità per il turismo veronese?

Continuare a lavorare sugli eventi, sui nuovi mercati internazionali e su un sistema turistico sempre più organizzato. Verona ha dimostrato con le Olimpiadi di poter ospitare eventi globali. Adesso dobbiamo capitalizzare questa visibilità e trasformarla in opportunità durature per l’economia del territorio.

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