Sanità, la grande sfida dei prossimi anni tra innovazione, territorio e nuove alleanze
di Matteo ScolariLa sanità non è soltanto un servizio essenziale per i cittadini: è uno dei pilastri su cui si regge l’equilibrio sociale ed economico di un territorio. E proprio per questo, nei prossimi anni, il tema della salute – nelle sue declinazioni pubbliche e private – sarà sempre più centrale nel dibattito politico, economico e culturale.
Lo dimostrano chiaramente le testimonianze raccolte in questa puntata di Focus Verona Economia, che hanno messo in luce come il sistema sanitario stia attraversando una fase di profonda trasformazione. Una trasformazione che riguarda l’organizzazione dei servizi, l’evoluzione tecnologica, il rapporto tra pubblico e privato e il ruolo del cittadino-paziente.
Da un lato c’è il grande cantiere della sanità pubblica. Il ritorno a Verona di Pietro Girardi alla guida dell’Ulss 9 Scaligera e la nomina di Paolo Petralia alla direzione dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata indicano una fase nuova per la governance sanitaria del territorio. Al centro di questa fase c’è soprattutto il rafforzamento della medicina territoriale: case di comunità, assistenza domiciliare e integrazione tra ospedale e territorio sono le parole chiave di una riforma che punta a rendere il sistema più vicino ai cittadini.

Non è un passaggio secondario. L’invecchiamento della popolazione, l’aumento delle patologie croniche e la crescente domanda di servizi sanitari rendono necessario un cambio di paradigma. L’ospedale resta il cuore dell’alta specializzazione, ma la presa in carico del paziente deve cominciare sempre più sul territorio.
In questo contesto assume un valore particolare anche il tema della umanizzazione delle cure, richiamato con forza dal direttore generale dell’Aoui di Verona, Paolo Petralia. Un concetto che va oltre la dimensione clinica e riguarda la qualità delle relazioni tra operatori sanitari e pazienti. Perché la sanità del futuro non sarà fatta solo di tecnologia e organizzazione, ma anche di fiducia, comunicazione e alleanza terapeutica.

Accanto alla sanità pubblica, cresce anche il ruolo delle realtà private accreditate, che rappresentano ormai un tassello fondamentale del sistema. La Clinica San Francesco, guidata dal professor Piergiuseppe Perazzini, ne è un esempio significativo: un centro veronese diventato negli anni un riferimento europeo nella chirurgia ortopedica robotica, capace di attrarre pazienti da tutta Italia e contribuire allo sviluppo della ricerca e della formazione medica.

Il rapporto tra pubblico e privato non deve essere visto come una contrapposizione, ma come una possibile alleanza. In un sistema sanitario sempre più complesso, la collaborazione tra le diverse componenti può contribuire a ridurre le liste d’attesa, migliorare l’accesso alle cure e valorizzare le eccellenze presenti sul territorio.
Allo stesso tempo, la sanità del futuro sarà sempre più legata all’innovazione tecnologica. Robotica chirurgica, intelligenza artificiale, diagnostica avanzata e telemedicina stanno già cambiando il modo di fare medicina. Tecnologie che permettono interventi più precisi, diagnosi più rapide e percorsi di cura sempre più personalizzati.
Ma c’è anche un altro aspetto che merita attenzione: la prevenzione. Nel campo dell’odontoiatria, ad esempio, realtà come Montagna Dentisti del Veronese dimostrano quanto sia importante diffondere una cultura della salute che parta fin dall’infanzia. Prevenire significa ridurre i costi sanitari nel lungo periodo e migliorare la qualità della vita delle persone.

Il quadro che emerge è quello di un sistema sanitario in evoluzione, chiamato a confrontarsi con sfide enormi: la carenza di personale, le liste d’attesa, la sostenibilità economica, l’innovazione tecnologica e i nuovi bisogni di una società che invecchia.
Come ha sottolineato il giornalista Claudio Capitini, profondo conoscitore della sanità veneta, la vera sfida sarà riuscire a mantenere l’eccellenza in un contesto di risorse limitate. E per farlo sarà necessario costruire una nuova alleanza tra istituzioni, professionisti e cittadini.
Perché la sanità non è soltanto un capitolo di spesa nei bilanci pubblici. È un investimento sul futuro di una comunità. E proprio per questo, nei prossimi anni, la salute sarà sempre più al centro della nostra agenda collettiva: non solo come diritto fondamentale, ma come uno dei principali fattori di sviluppo, coesione sociale e qualità della vita.
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