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Crédit Agricole pronto a salire oltre il 20% in Banco BPM: BCE vicina all’ok condizionato

di Matteo Scolari
Il gruppo francese pronto a rafforzare l’alleanza industriale con il terzo polo bancario italiano, mentre la BCE prepara paletti stringenti sulla governance per evitare un controllo di fatto e mantenere gli equilibri nel risiko del credito.

La Banca Centrale Europea è pronta a concedere il via libera con condizioni rigorose alla richiesta di Crédit Agricole di aumentare la propria partecipazione in Banco BPM, consolidando ulteriormente la presenza francese nel terzo gruppo bancario italiano. Secondo le ultime fonti di stampa e quanto riportato da Reuters, il gruppo francese, già primo azionista singolo con circa il 19,8-20% del capitale, potrebbe salire inizialmente al 24,9% e successivamente fino al 29,9% entro aprile 2026, in coincidenza con l’approvazione dei risultati 2025 e il rinnovo del consiglio di amministrazione dell’istituto milanese.

Hugues Brasseur, AD Credit Agricole Italia
Hugues Brasseur, AD Credit Agricole Italia

La decisione della BCE – attesa entro metà gennaio – non è un via libera incondizionato: Francoforte imporrà paletti stringenti sulla governance per scongiurare un “controllo di fatto” da parte del socio francese. In particolare, Crédit Agricole potrà nominare al massimo 7 consiglieri su 15 nel board di Banco BPM, un limite dettato dalla necessità di preservare l’equilibrio gestionale e prevenire sovrapposizioni nelle reti distributive e conflitti di interesse, soprattutto nei territori dove entrambi i gruppi operano intensamente.

Crédit Agricole ha presentato la richiesta di superare la soglia del 20% per rafforzare la propria influenza industriale e contabile su Banco BPM, motivando la scelta come strumento per consolidare la partnership e non per lanciare un’Opa totale. Questa distinzione è stata ribadita anche dall’amministratore delegato di Banco BPM, Giuseppe Castagna, davanti alla commissione d’inchiesta sul sistema bancario, sottolineando che a quel momento il gruppo francese non aveva manifestato volontà di acquisizione complessiva dell’istituto italiano.

Giuseppe Castagna, AD Banco BPM
Giuseppe Castagna, AD Banco BPM.

La prospettiva dell’aumento di quota si inserisce in un quadro più ampio di riassetto del settore bancario italiano, segnato dal tentativo fallito di UniCredit di acquisire Banco BPM e dall’attenzione del governo italiano a evitare concentrazioni eccessive nel mercato post-MPS. In Borsa, il titolo Banco BPM ha reagito positivamente alle indiscrezioni di BCE, con un rialzo vicino al 2% e livelli di prezzo intorno a 12,9 euro, riflettendo l’ottimismo degli investitori nonostante alcune prese di beneficio sul titolo Crédit Agricole a Parigi.

Dal punto di vista normativo, la soglia che obbliga al lancio di un’offerta pubblica di acquisto (OPA) è attualmente fissata al 25%, ma una riforma del Testo unico della finanza (TUF) in discussione al Parlamento prevede di elevare questo limite al 30%, aprendo quindi la strada ai due step di aumento di quota pianificati.

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