ANCE Verona: 80 anni per costruire non solo città, ma futuro
di Matteo ScolariNel 2026 l’Associazione Nazionale Costruttori Edili di Verona celebra gli 80 anni di attività, una tappa che va oltre l’anniversario e diventa un punto di osservazione privilegiato per comprendere il ruolo strategico dell’edilizia nel nostro territorio e più in generale nell’economia italiana.
Da associazione nata nel dopoguerra per ricostruire città devastate, ANCE Verona, presieduta da Carlo Trestini, è diventata un laboratorio di idee, competenze e visioni per lo sviluppo urbano, sociale ed economico. L’ottantesimo compleanno coincide con un momento delicato: un mercato segnato da transizioni tecnologiche, pressioni normative e sfide globali, eppure più che mai centrale per la crescita sostenibile del Paese.
Un’esperienza radicata, una visione che evolve

ANCE Verona è nata nel 1946, in una fase storica in cui costruire significava dare un futuro. Oggi, quella stessa missione si traduce nella capacità di coniugare rigenerazione urbana, sostenibilità energetica, innovazione digitale e coesione sociale. Il presidente Carlo Trestini ha spesso ricordato come l’associazione sia «al servizio delle imprese, ma ancor prima della comunità» — con una visione che va oltre il semplice lavoro edile per abbracciare l’interesse collettivo.
Questa evoluzione non è stata lineare. ANCE Verona ha attraversato boom economici e recessioni, emergenze urbanistiche e trasformazioni legislative, mantenendo però sempre un ruolo centrale nelle scelte più rilevanti del territorio. L’ottantesimo anniversario è quindi un’occasione per guardare al passato con orgoglio e al futuro con determinazione.
Un settore che traina l’economia locale
L’edilizia — a livello nazionale e regionale — ha un impatto che va ben oltre i cantieri. Ogni metro quadro costruito o rigenerato genera una catena di valore che investe imprese di materiali, servizi professionali, tecnologie digitali, ambiente e sicurezza sul lavoro. A Verona, dove il tessuto urbano è complesso e ricco di patrimonio storico, la gestione di questa filiera richiede competenze elevate e un approccio integrato.
Il “fare impresa” nel settore edile a Verona significa confrontarsi con vincoli paesaggistici, esigenze di tutela culturale, necessità di rigenerare piuttosto che consumare nuovo suolo. Una sfida che, se ben affrontata, può trasformarsi in un modello di sviluppo sostenibile, replicabile in altri contesti nazionali.

Innovazione, sostenibilità e capitale umano
Negli ultimi anni, sotto la spinta dell’ANCE locale, l’edilizia veronese ha accelerato la transizione verso standard energetici più alti, utilizzo di materiali avanzati, digitalizzazione dei processi e sicurezza dei cantieri. Non è più immaginabile un cantiere senza tecnologie digitali, sistemi di gestione integrata e competenze altamente specializzate.
In parallelo, ANCE Verona ha investito nella formazione, ritenuta fondamentale per affrontare la carenza di manodopera qualificata. Collaborazioni con scuole edili, corsi avanzati e iniziative di sensibilizzazione nelle scuole testimoniano un impegno che va oltre il profitto e guarda ai giovani come parte della soluzione.
Rigenerazione urbana: una priorità veronese e nazionale
Forse più che in altri territori, a Verona la rigenerazione urbana è diventata il cuore della riflessione sul futuro dell’abitare. La città storica, con il suo patrimonio artistico e sociale, rappresenta una sfida per ogni costruttore: come preservare l’identità, migliorare la vivibilità, favorire coesione sociale e sostenibilità?
ANCE Verona ha affrontato questa sfida promuovendo progetti che interpretano l’edilizia come restauro urbano, servizi per la comunità e spazi pubblici rigenerati, integrando competenze tecniche e sensibilità culturali.
A 80 anni, ANCE Verona non celebra solo il passato, ma ribadisce il proprio ruolo di protagonista nel costruire soluzioni per i prossimi decenni, anche con il ruolo da co-fondatrice, assieme a Confindustria Verona, del progetto Verona 2040.
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