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Stangata 2026 sulle famiglie: +672 euro l’anno nonostante il calo dell’energia

di Matteo Scolari
Federconsumatori: «Rincari diffusi su alimentari, trasporti e assicurazioni. In cinque anni erosi oltre 5.500 euro di potere d’acquisto».

Il 2026 si apre con una nuova stangata sui bilanci familiari. Nonostante il previsto calo dei costi energetici, le famiglie italiane dovranno far fronte a rincari complessivi pari a +672,60 euro annui, a causa di aumenti diffusi su numerose voci di spesa quotidiana. È quanto emerge dalle stime elaborate dall’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, che ha analizzato l’impatto degli aumenti in arrivo con il nuovo anno stangata 8 gennaio.

Dopo un 2025 in cui la corsa dei prezzi ha rallentato solo parzialmente e solo in alcuni settori, il nuovo anno conferma una dinamica ancora penalizzante per i consumatori. A pesare maggiormente saranno le spese per alimentazione, che cresceranno in media di 386 euro annui (+4,78%), seguite dagli aumenti su trasporti (+163,90 euro, +2,83%) e assicurazioni auto, che registreranno un aggravio di 139,60 euro (+8,80%), anche a causa dell’innalzamento dell’aliquota sulle polizze infortunio conducente collegate alla RC auto.

Tra le voci in crescita figurano anche ristorazione (+69,80 euro), prodotti e servizi per la casa (+58,95 euro), tariffe professionali e artigiani (+42,70 euro), oltre a spese sanitarie, scolastiche e idriche. A incidere, seppur in misura più contenuta, anche i costi bancari, le tariffe autostradali e le spedizioni, su cui pesa l’introduzione della tassa sui pacchi provenienti da Paesi extra UE con valore inferiore ai 150 euro.

L’interno di un ristorante.

Fa eccezione il capitolo energia, che registra una riduzione stimata di -332,60 euro annui (-12,69%) tra luce e gas. Un calo che però non basta a compensare gli aumenti sugli altri fronti. Secondo Federconsumatori, infatti, «cresceranno in compenso le spese su altri settori fondamentali, rendendo comunque più pesante il bilancio complessivo delle famiglie».

Particolarmente critico è l’effetto indiretto dell’incremento delle accise sul gasolio. Sebbene i mezzi pesanti possano beneficiare di meccanismi di rimborso, questo non vale per i mezzi più piccoli, che rappresentano una quota significativa del parco veicoli utilizzato per la distribuzione su gomma. Un elemento che, avverte Federconsumatori, rischia di trasferirsi sui prezzi finali di beni e servizi, alimentando ulteriori rincari.

La nuova stangata si inserisce in un quadro già compromesso. Secondo i dati dell’associazione, negli ultimi cinque anni il potere d’acquisto delle famiglie è stato eroso di oltre 5.538 euro, considerando solo queste voci di spesa. Un trend che ha favorito una crescita di tagli e rinunce, con un aumento delle disuguaglianze anche in ambiti essenziali come energia e alimentazione.

Per questo, Federconsumatori giudica la manovra insufficiente: «Ci saremmo aspettati un intervento più incisivo a sostegno delle famiglie, non un ulteriore carico di aumenti». Tra le misure ritenute necessarie vengono citate una riforma fiscale equa, la rimodulazione dell’Iva sui beni di largo consumo – che potrebbe garantire un risparmio di oltre 516 euro annui a famiglia – la creazione di un fondo contro la povertà energetica e alimentare e maggiori risorse per sanità pubblica e diritto allo studio.

Un quadro che, anche per territori come Verona e il Veneto, si traduce in una pressione crescente sui consumi e sulla tenuta sociale, in un contesto in cui la riduzione delle bollette energetiche non è sufficiente a compensare l’aumento generalizzato del costo della vita.

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