Cubi Srl protagonista nel revamping della centrale di Borgo Trento
di Matteo ScolariAgsm Aim ha presentato, giovedì 4 dicembre, il revamping della centrale di cogenerazione di Borgo Trento, intervento da oltre 30 milioni di euro che garantirà maggiore efficienza energetica, più sicurezza e un minore impatto ambientale nell’erogazione del servizio di teleriscaldamento a ben 34.000 famiglie.

Alla base del successo tecnologico del progetto c’è il contributo determinante di Cubi Srl, azienda leader nel settore elettrico, termoidraulico e delle energie rinnovabili, che nel 2025 si è aggiudicata – come capogruppo di un’associazione temporanea di imprese – la progettazione esecutiva e la realizzazione delle connessioni meccaniche ed elettriche per l’interconnessione dei due nuovi cogeneratori.
In particolare, il complesso progetto di revamping ha interessato lo smantellamento della preesistente stazione di cogenerazione, sostituita da un nuovo edificio (15.000 m3) che ospita 2 nuovi generatori a ciclo combinato (ciascuno: 12,5 MWe; 25,5 MWt) alimentati a metano.

L’accumulo termico dell’acqua in pressione è affidato a 4 serbatoi (ciascuno 200 m3), al servizio della rete di teleriscaldamento che si sviluppa nel quadrante urbano nord-orientale. La connessione alla rete elettrica è demandata a una nuova cabina, equipaggiata con 2 trasformatori MT (ciascuno: 18 MVA; 20,5/11 kV) con raffreddamento ONAN.

«Noi come azienda Cubi ci siamo associati all’Elettromeccanica Veneta per costituire una associazione temporanea di imprese, per affrontare i lavori previsti in questo appalto. – spiega Marco Pizzato, direttore tecnico dell’azienda – Come Cubi abbiamo realizzato tutta la parte di collegamenti idraulici e termomeccanici e la tubisteria dell’impianto, mentre i nostri partner dell’Elettromeccanica Veneta hanno svolto la parte di impiantistica elettrica e di connessione alla rete per la produzione di energia elettrica».

Il gruppo di lavoro ha adottato un approccio integrato basato sulla modellazione BIM multidisciplinare, che ha consentito efficienza progettuale, gestione ottimale delle interferenze e massima integrazione tra le diverse competenze coinvolte. Un percorso tecnico complesso, che oggi trova pieno riscontro nella qualità dei risultati ottenuti.

«È stato un progetto molto sfidante – afferma Pizzato – che ci ha riempiti d’orgoglio, perché oggi si vede il risultato di un’opera grandiosa per le nostre aziende, ma anche per il destino e l’utilità della città».

Sulla rilevanza dell’intervento interviene anche Roberto Merlin, project manager di Cubi Srl: «È un lavoro importante e abbiamo avuto la fortuna di acquisirlo tramite gara pubblica come capogruppo. Parliamo di due cogeneratori da 12,5 megawatt. È stato fondamentale conciliare realizzazione e conduzione con materiali particolari e tecnologie avanzate, senza perdere di vista l’aspetto economico. È stata una sfida che la nostra azienda ha portato a termine con ottimi risultati, vista anche la conferenza stampa in cui hanno elogiato il lavoro svolto. Grande merito alla nostra azienda, che ha portato a termine quest’opera per la città di Verona».

Uno degli elementi più sfidanti della commessa ha riguardato le tempistiche di esecuzione richieste per l’installazione e l’avviamento dei nuovi impianti. A confermarlo è l’ingegnere Altea Camparsi, presente in cantiere durante lo sviluppo dei lavori: «Tutto questo impianto è stato realizzato nel giro di un anno e mezzo. Per rispettare queste tempistiche veramente strette ogni giorno abbiamo dovuto mettercela tutta per risolvere difficoltà, sfide e problemi che incontravamo in cantiere. Abbiamo avuto anche un dialogo molto stretto con AGSM per le modifiche e correzioni richieste in corso d’opera. Un conto è vedere un impianto su carta, un conto è realizzarlo qui in cantiere».

La collaborazione tra Cubi Srl ed Elettromeccanica Veneta si è rivelata strategica, come evidenzia Matteo Riolfi: «Elettromeccanica Veneta si è presa in carico tutta la parte di energia prodotta dall’impianto per il trasferimento alla città. È stata un’opera che porta grande beneficio in termini di rendimento: innalza il rendimento della centrale rispetto alla precedente e trasferisce calore ed energia a tutta la città. È sicuramente un’opera sostenibile per Verona. Ci ha resi orgogliosi di averne fatto parte, di aver sviluppato il progetto esecutivo e realizzato l’opera con maestranze ingegneristiche altamente specializzate».

A partire dalla stagione termica 2025/26, la centrale produrrà calore ed elettricità con un’efficienza energetica superiore rispetto all’assetto precedente. La stima della quota parte termica appannaggio dei cogeneratori è prossima al 70% del fabbisogno complessivo, con copertura totale del fabbisogno termico da aprile a ottobre.

Come dicevamo, oltre all’ottimizzazione e al potenziamento della rete del teleriscaldamento urbano, CUBI ha attivamente contribuito all’integrazione delle attività tecnico-operative con una significativa contrazione dei tempi di lavorazione, dando un contributo concreto agli obiettivi di transizione ecologica e sostenibilità energetica della comunità scaligera.
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