Logistica Mondadori verso il Mantovano, lavoratori in presidio sotto la pioggia
di Matteo ScolariLa pioggia intermittente e le temperature rigide di questa mattina non hanno fermato lavoratrici, lavoratori e sigle sindacali, che si sono presentati fuori dagli stabilimenti di Verona e Isola Rizza per la prima giornata di sciopero e presidio contro la scelta di trasferire la logistica dell’ex Mondadori nel mantovano. Una manifestazione partecipata, segno di un malessere crescente rispetto a una decisione che, a partire dal 1° marzo 2026, rischia di pesare in modo significativo sulla vita e sulle tasche di circa un centinaio di dipendenti.

Secondo quanto comunicato dai sindacati, la logistica oggi gestita da Ceva Logistics e GSL verrà affidata a Kuehne Nagel, con attività di movimentazione e stoccaggio spostate nel nuovo polo di San Giorgio Bigarello (MN), a oltre 50 chilometri da Verona e 45 da Isola Rizza. Una distanza che, per molti addetti, comporterà un forte aggravio economico e una complessiva difficoltà nel conciliare lavoro e vita familiare.

Per mitigare gli impatti del trasferimento, le sigle sindacali SLC CGIL, FISTEL CISL, UILCOM UIL e UGL Chimici avevano chiesto un contributo economico compensativo, rifiutato in modo netto da Kuehne Nagel. A complicare ulteriormente la trattativa, la mancata disponibilità di Mondadori, committente storico del sito veronese, a partecipare al confronto sul cambio di appalto. Una scelta che, sottolineano i sindacati, evidenzia come «anche i grandi committenti non si facciano scrupoli nello scaricare su lavoratrici e lavoratori le ricadute negative della competizione al massimo ribasso nel mondo degli appalti».
La tensione emersa nelle assemblee di ieri ha portato alla decisione di scioperare oggi e presidiare entrambi gli stabilimenti dalle 10.30 alle 12. I sindacati annunciano inoltre una serie di ulteriori iniziative per contrastare una scelta considerata penalizzante e lesiva del ruolo svolto in questi anni dai dipendenti nell’affermazione del marchio editoriale.

Sul fronte istituzionale, le organizzazioni sindacali fanno sapere di voler coinvolgere Provincia e Comune di Verona per evitare che il trasferimento si trasformi in un’ennesima riduzione occupazionale sul territorio, soprattutto in un sito industriale che ha segnato un pezzo di storia dell’economia veronese e dell’intero settore grafico-editoriale nazionale.
La protesta di oggi rappresenta un primo passo di una vertenza destinata a proseguire nelle prossime settimane, con l’obiettivo di difendere un presidio produttivo che per Verona ha sempre significato lavoro, competenze e identità industriale.

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