Mattia Boschelli: «Stagione eccellente, ma dobbiamo continuare a innovare e formarci»
di Matteo ScolariIl turismo gardesano continua a essere un pilastro per l’economia veronese e veneta. La stagione 2025 si è chiusa con risultati eccellenti e una capacità di conferma che non è scontata in un mercato sempre più competitivo. Ne abbiamo parlato con Mattia Boschelli, direttore di Federalberghi Garda Veneto, che analizza numeri, strategie e prospettive, tra nuove sinergie territoriali, formazione e progetti per la sicurezza e la qualità del soggiorno.
Direttore, che stagione è stata quella del 2025 per il turismo gardesano?
È stata una stagione davvero positiva. Abbiamo registrato numeri in linea con il 2024, senza cali di pernottamenti: oltre quattro milioni di presenze alberghiere e circa quattordici milioni complessive. In un mercato turistico ormai internazionale e altamente competitivo, riuscire a confermarsi ogni anno è un traguardo importante. Come dico spesso, è difficile vincere, ma è ancora più difficile riconfermarsi. Il merito va a tutti gli operatori e alle microdestinazioni del Garda Veneto, che hanno garantito standard di qualità elevati e un’offerta capace di intercettare ogni tipo di domanda.
Basta confrontare due realtà diverse, come un piccolo hotel a gestione familiare di Malcesine e una struttura di pari categoria a Peschiera: due esperienze diverse, ma complementari. È proprio questa varietà che ci permette di attrarre un pubblico vastissimo, da famiglie e coppie ai turisti sportivi o wellness.
Recentemente si è svolto il Lake Garda Hospitality Summit, al quale avete partecipato: quanto contano momenti di confronto come questo?
Sono fondamentali. A volte bisogna fermarsi e riflettere per tirare le somme di una stagione, come abbiamo fatto in quell’occasione insieme a tantissimi operatori e partner. L’evento, al TH Lazise e organizzato da Formazione Alberghiera con BCC Valpolicella Benaco Banca, è servito a ragionare su temi come la formazione, la gestione delle strutture e le nuove sfide del mercato. Il turismo vive di cambiamenti rapidi e oggi richiede professionalità, innovazione, e una visione di lungo periodo.
Lei ha parlato spesso di formazione e credito come elementi centrali per il futuro del comparto.
Sì, perché il turismo è fatto di persone al servizio di persone, e questo richiede competenze professionali solide. Oggi anche gli istituti di credito riconoscono il turismo come settore trainante, ma è soggetto a congiunture economiche variabili. Per questo serve un dialogo costruttivo tra banche e imprese, anche in vista dei futuri bilanci di sostenibilità, che presto riguarderanno anche le PMI.
Inoltre, il Garda Veneto ha la fortuna di vantare la stagione più lunga d’Italia: otto mesi grazie al clima favorevole. È un vantaggio che dobbiamo saper valorizzare con competenza e pianificazione.
Federalberghi Garda Veneto ha di recente costituito il gruppo Montebaldina. Qual è l’obiettivo di questa nuova sezione?
È nata su richiesta diretta delle imprese della zona montana, nei comuni di Rivoli, Caprino, Brentino Belluno e Ferrara di Monte Baldo. Parliamo di aziende coraggiose, che credono nel prodotto montagna e nelle sue potenzialità. Dieci anni fa i flussi turistici erano diversi, oggi invece c’è una crescente attrazione verso le esperienze naturalistiche e di relax.
Il Monte Baldo rappresenta uno sfogo naturale per il Garda e racchiude progetti interessanti, come quello sul tartufo del Baldo a Ferrara di Monte Baldo. Insieme alle amministrazioni comunali abbiamo deciso di costituire il gruppo Montebaldina per valorizzare un territorio autentico e farlo crescere secondo le sue particolarità, con l’obiettivo di destagionalizzare i flussi e diversificare l’offerta.
Anche il fenomeno del foliage sta diventando un’attrattiva importante.
Assolutamente. Solo un paio d’anni fa non se ne parlava, oggi invece è un richiamo forte sia lato Prada, grazie alla funivia che porta fino al rifugio Chierego, sia lato Malcesine. Tutta l’area del Baldo è perfetta per camminate e panorami spettacolari. È un territorio da vivere tutto l’anno, perché il vero lusso oggi è il tempo e lo spazio, non l’affollamento.
Federalberghi è attiva anche su temi come mobilità e sicurezza. Ce ne parla?
Sì, sono due fronti per noi strategici. Sul tema mobilità, insieme alla vicepresidente regionale Elisa De Berti, a Telepass e a Federalberghi Veneto, abbiamo avviato una partnership per i turisti stranieri: consente il pagamento a uso, senza canone mensile, e i dispositivi sono già in vendita in molte strutture, dalle cinque stelle ai residence. Sul fronte sicurezza abbiamo promosso, con Save a Life, il primo progetto di cardioprotezione a livello nazionale nato da un’associazione di categoria. L’obiettivo è rendere l’intera sponda veronese del Garda cardioprotetta entro il 2028. Abbiamo ricevuto ben cinque patrocini ufficiali – Regione Veneto, Provincia di Verona, ULSS 9 Scaligera, Comunità del Garda e Consorzio Garda Unico – e stiamo dotando progressivamente tutte le strutture di defibrillatori DAE, accompagnando il progetto con corsi di formazione, oggi molto partecipati.
Si tratta di iniziative che migliorano anche la qualità complessiva della destinazione.
Esatto. Oggi chi sceglie una meta per le vacanze guarda anche alla sicurezza e alla sostenibilità. Sapere che esiste una rete di DAE, che c’è un pronto soccorso efficiente a Peschiera, che i comuni collaborano con le Croci Bianca e Verde, e che è attiva un’idroambulanza capace di raggiungere qualsiasi località in venti minuti, offre al turista una serenità in più. Inoltre, la guardia medica turistica funziona ogni giorno, la mattina a Bardolino e il pomeriggio a Lazise. Tutto questo contribuisce a innalzare la percezione di qualità del soggiorno e dell’intero territorio.
Possiamo dire che il Garda è una destinazione internazionale a tutti gli effetti.
Assolutamente sì. Lo scorso anno abbiamo voluto simbolicamente rappresentarlo con una bandiera composta dalle 56 nazionalità che hanno soggiornato sul Garda nel 2024. È un numero che cresce ogni anno e ci ricorda quanta autoconsapevolezza e responsabilità dobbiamo avere nel continuare a offrire il meglio. Solo così potremo mantenere il Garda ai vertici del turismo europeo.
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