Volkswagen cresce nei veicoli elettrici ma risente dei dazi: utile operativo in calo del 58%
di Matteo ScolariIl Gruppo Volkswagen chiude i primi nove mesi del 2025 con ricavi per 238,7 miliardi di euro, in lieve crescita rispetto allo stesso periodo del 2024 (+1%), ma con un utile operativo in calo del 58%, pari a 5,4 miliardi di euro. Il margine operativo si attesta così al 2,3%, condizionato da oneri straordinari per 7,5 miliardi legati all’aumento dei dazi commerciali, al riallineamento della strategia di prodotto di Porsche e alla svalutazione del marchio.

«Nei primi nove mesi dell’anno abbiamo osservato un quadro contrastante: da un lato, i nostri veicoli elettrici e con motore a combustione hanno avuto successo sul mercato. L’offensiva di prodotto sta portando frutto: in Europa, un’auto elettrica su quattro appartiene al Gruppo Volkswagen. E continuiamo a registrare buoni progressi con il programma di ristrutturazione avviato.
Dall’altro lato, il risultato finanziario è significativamente più debole rispetto all’anno scorso. Ciò è in parte conseguente all’aumento della produzione di veicoli elettrici, che portano margini minori. Inoltre, abbiamo registrato oneri per 7,5 miliardi di euro, principalmente dovuti all’aumento dei dazi, all’adeguamento della strategia di prodotto di Porsche e a una svalutazione del valore di Porsche. Escludendo questi oneri, il margine operativo del Gruppo è del 5,4%, un dato apprezzabile nell’attuale contesto economico». ha dichiarato Arno Antlitz, CFO & COO del Gruppo Volkswagen.
«Tuttavia, l’aumento delle tariffe commerciali e i conseguenti effetti negativi sui volumi gravano sui conti per un ammontare fino a 5 miliardi di euro su base annua. Tali effetti continueranno a persistere ed è per questo che dobbiamo attuare con rigore i programmi di performance in corso, portare avanti misure volte all’efficienza e sviluppare nuovi approcci. La nostra attenzione si concentrerà, tra l’altro, sull’utilizzare in modo mirato le nostre economie di scala e sullo sfruttare ancor più efficacemente le sinergie all’interno del Gruppo» ha concluso Antlitz.
Vendite e aree di crescita
Tra gennaio e settembre, il gruppo ha venduto 6,6 milioni di veicoli, in leggero aumento rispetto ai 6,5 milioni dello scorso anno. In crescita Europa occidentale (+4%), Europa centrale e orientale (+11%) e Sud America (+13%), mentre calano Cina (-2%) e Nord America (-11%).
Gli ordini in Europa occidentale sono aumentati del 17%, trainati dai nuovi modelli elettrici: i BEV rappresentano ora circa il 22% del totale delle nuove commesse, con un balzo del +64% rispetto al 2024.

Performance e prospettive
Il flusso di cassa netto della divisione Automotive è sceso a 1,8 miliardi di euro (-47%), penalizzato dai dazi statunitensi e dall’acquisizione di ulteriori azioni Rivian. Per l’intero 2025, Volkswagen prevede un fatturato stabile rispetto all’anno precedente e un ritorno operativo sulle vendite compreso tra il 2 e il 3%, con una liquidità netta della divisione Automotive attesa intorno ai 30 miliardi di euro.
A livello di brand, il gruppo Core (Volkswagen, Škoda, SEAT/CUPRA, Veicoli Commerciali) mantiene un margine operativo medio del 4,4%, mentre il gruppo Progressive (Audi e Lamborghini) scende al 3,2%. Il comparto Sport Luxury, trainato da Porsche, risente invece di un forte calo, con ricavi a 23,8 miliardi e risultato operativo negativo (-0,2 miliardi).
L’orizzonte futuro

Volkswagen conferma la volontà di mantenere una solida politica finanziaria e di liquidità, puntando su economie di scala, sinergie interne e una maggiore efficienza produttiva. Il gruppo, che nel 2024 ha consegnato 9 milioni di veicoli nel mondo e impiega 680.000 collaboratori in 115 stabilimenti globali, si definisce oggi un “Global Automotive Tech Driver”, impegnato a plasmare la mobilità del futuro attraverso investimenti in elettrificazione, digitalizzazione e guida autonoma.
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