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Fondazione MUVIN, presentato a Venezia il concept del Museo del Vino di Verona

di Matteo Scolari
17 sezioni esperienziali, tecnologie immersive e oltre 130 nuovi posti di lavoro. Previsti 350 mila visitatori l’anno e un fatturato di 12 milioni di euro a regime. Begalli: «Un hub internazionale di cultura, innovazione e identità territoriale».

Alla Scuola Grande di San Giovanni Evangelista si è tenuta oggi la III Conferenza Internazionale della Fondazione MUVIN, intitolata “Il Museo del Vino tra Cultura, Innovazione e Identità Territoriale”. L’appuntamento ha svelato il concept architettonico e culturale del futuro Museo del Vino di Verona, un progetto che punta a creare uno dei più importanti poli enoturistici e culturali d’Europa, in grado di accogliere 350 mila visitatori all’anno e generare oltre 130 nuovi posti di lavoro.

L’evento, moderato dal giornalista e saggista Massimo Zanichelli, ha riunito accademici, istituzioni e operatori del settore per discutere di innovazione museale, sostenibilità e impatto economico del progetto, che si propone di affiancare modelli internazionali come La Cité du Vin di Bordeaux, WoW World of Wine di Porto e Vivanco in Spagna.

Un museo esperienziale e partecipativo

Il presidente della Fondazione MUVIN, Diego Begalli, ha illustrato la visione culturale del progetto:
«Il nuovo polo sarà unico nel panorama nazionale e internazionale – ha spiegato –. Non un museo tradizionale, ma un hub partecipativo, in cui innovazione, formazione ed edutainment dialogheranno per raccontare la cultura del vino a 360 gradi. Sarà un luogo vivo, capace di connettere generazioni, territori e linguaggi».

Diego Begalli.

Il concept plan del museo, curato dallo Studio Ardielli Fornasa Associati insieme a Mirko Scaratti, prevede 17 sezioni tematiche che uniscono esperienze digitali e analogiche in un percorso immersivo e multisensoriale. Gli spazi saranno flessibili, interattivi e accessibili, integrati in un contesto urbano con un parco pubblico attrezzato pensato come luogo di incontro e socialità.

«Abbiamo immaginato un dialogo costante tra architettura e città – ha spiegato l’architetto Marco Ardielli –. Il museo sarà un luogo di conoscenza e partecipazione, non un contenitore statico ma un’esperienza dinamica e condivisa, dove il visitatore diventa protagonista del racconto».

Tecnologie immersive e sostenibilità economica

Il membro del consiglio della Fondazione, Enrico Ghinato, ha illustrato la sostenibilità economico-finanziaria del progetto, sostenuto dalla Regione Veneto con 300 mila euro in tre anni grazie all’impegno del consigliere Enrico Corsi.
«Il museo – ha spiegato Ghinato – potrà generare 6 milioni di euro di fatturato nei primi anni, fino a raggiungere 12 milioni al decimo anno, con un investimento complessivo di 25 milioni. Le stime prevedono 80-130 nuovi posti di lavoro, tra diretti e indiretti».

Il business plan prevede una copertura mista: 8 milioni di equity privata, 7 milioni di finanziamento bancario e 10 milioni di sostegno pubblico. «Si tratta di un investimento strategico per un comparto, quello enologico, che rappresenta una colonna del Made in Italy – ha aggiunto Ghinato –. Il museo sarà un motore per l’enoturismo e la destagionalizzazione dei flussi, elevando la qualità dell’offerta turistica veronese».

Contenuti, ricerca e dimensione internazionale

Tra gli interventi accademici, Steve Charters (Burgundy Business School, Master of Wine) e Graham Harding (Università di Oxford) hanno presentato la struttura dei contenuti del museo, ideata da un comitato scientifico internazionale.
«Il vino ha cambiato il genere umano più di quanto il genere umano abbia cambiato il vino – ha ricordato Harding, citando la frase che aprirà il percorso museale –. Il nuovo MUVIN racconterà il vino come specchio dell’evoluzione culturale e sociale dell’umanità».

Nel suo contributo video, Giuseppe Costa, CEO di Costa Edutainment, ha sottolineato l’importanza di un modello di musealità esperienziale capace di unire educazione e intrattenimento. Il gruppo ha manifestato interesse a candidarsi alla gestione dell’hub.

Un laboratorio di innovazione per Verona e il Veneto

A chiudere la conferenza è stato Antonio Scuderi, CEO di Capitale Cultura Group e docente di Digital Heritage allo IED e alla Link University, che ha descritto il futuro percorso di visita:
«Il MUVIN offrirà un’esperienza immersiva e inclusiva, grazie a tecnologie di realtà estesa e intelligenza artificiale, con soluzioni su misura per bambini e persone con disabilità. La visita sarà personalizzabile e interattiva: i visitatori potranno contribuire in tempo reale all’evoluzione dei contenuti».

La Fondazione e la rete dei promotori

Fondata nel 2022, la Fondazione Museo del Vino MUVIN è un’istituzione senza scopo di lucro che riunisce tutte le principali associazioni economiche veronesi: Coldiretti, Confagricoltura, CIA, Avive (Consorzi DOC e DOCG), Confcommercio, Confesercenti, API e Confcooperative.
È la prima volta a Verona che il mondo produttivo e quello culturale collaborano in modo così ampio per un progetto con forti ricadute sul turismo e sull’economia locale.

Grazie al contributo della Regione Veneto, la Fondazione ha inoltre lanciato Winepedia, una sezione del sito www.fondazionemuseodelvino.it che raccoglie oltre 100 schede tematiche sulla cultura e l’economia del vino, a cura di esperti del settore.

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