Pasqua Vini investe a Pantelleria nel progetto enologico di Carole Bouquet
di RedazionePasqua Vini, nel suo anno del centenario, apre un nuovo capitolo della propria storia scegliendo di investire nell’isola di Pantelleria, terra di vento e di sapienza agricola millenaria. La cantina veronese sostiene il progetto vitivinicolo di Carole Bouquet, l’attrice e imprenditrice francese che da vent’anni coltiva con passione lo Zibibbo, uva simbolo del Passito di Pantelleria. L’obiettivo è dare nuova voce e valore a un territorio di rara bellezza e fragilità, difendendo un saper fare riconosciuto Patrimonio Immateriale dell’Umanità dall’UNESCO: la coltivazione ad alberello pantesco.
La collaborazione nasce da una visione condivisa. Da un lato l’approccio innovativo di Pasqua, che con i suoi vini Icons rappresenta l’avanguardia della Valpolicella, e dall’altro l’esperienza maturata da Bouquet nella produzione del suo celebre Sangue d’Oro, il Passito che ha conquistato la critica internazionale per la sua complessità e raffinatezza.
«Questo progetto è una piccola gemma che si incastona perfettamente nella nostra visione e traiettoria di crescita di valore – ha commentato Riccardo Pasqua, amministratore delegato dell’azienda – la bellezza di questi vigneti, il fascino dell’isola e il savoir-faire consolidato da Carole Bouquet in questi anni, lo rendono un’opportunità unica per noi. Vogliamo, insieme a Carole, custodire, dare voce e nuovo slancio a questa terra».
«Sono felicissima di aver incontrato la famiglia Pasqua che ha compreso il mio progetto e il mio sogno, e ha il desiderio di farlo crescere – ha aggiunto Carole Bouquet – Questo passaggio di testimone significa anche un’unione di intenti, come il preservare un gioiello vinicolo di straordinario valore. Si apre una nuova fase di crescita e sviluppo per questo vino perché la famiglia Pasqua continuerà a interpretare, con nuova forza ma lo stesso spirito, l’eccellenza espressa dagli artigiani panteschi».
Il Sangue d’Oro Passito di Pantelleria DOC, prodotto in Contrada Serraglia, nasce da vigneti terrazzati protetti da muretti a secco, su un suolo composto per il 70% da pietra vulcanica e per il 30% da argilla e limonite. Le uve, raccolte a mano e appassite naturalmente al sole e al vento per circa tre settimane, raccontano un lavoro di pazienza, tecnica e rispetto per la natura.
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