Confindustria, dal palco di Gambellara l’allarme per il futuro del manifatturiero
di Matteo ScolariIl cuore della manifattura italiana si è riunito ieri nell’area di Ebara Pumps Europe a Gambellara, al confine tra Vicenza e Verona, per l’assemblea congiunta di Confindustria Vicenza e Verona, intitolata “La nuova industria nel caos mondiale”. L’evento ha registrato 2.000 presenze e la partecipazione di due Ministri, in un appello chiaro al Governo per una politica industriale di lungo respiro.
L’assemblea è stata aperta da Minoru Matsushita, CEO di Ebara Pumps Europe, che ha sottolineato il ruolo delle eccellenze produttive italiane e multinazionali. A seguire, il saluto di Barbara Beltrame Giacomello, Presidente di Confindustria Vicenza, che ha lanciato un messaggio netto: «Il Veneto non è terra di conquista. La fiducia dei veneti si guadagna», chiedendo risposte concrete dalle istituzioni e non “parole vuote”.

Il Presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, ha ribadito la necessità di 8 miliardi di euro per i prossimi tre anni, con un piano industriale triennale che preveda incentivi automatici per l’innovazione nelle PMI, nuovi contratti di sviluppo per le grandi aziende e sostegno alla crescita nel Sud Italia. Orsini ha inoltre criticato lo sciopero generale in sostegno della Flotilla: «Fermare il Paese significa fare del male al Paese, ma anche alle famiglie italiane».
Sempre Orsini ha sottolineato con polemica l’assenza del Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, invitato, atteso e assente, tra lo stupore delle centinaia di imprenditori e imprenditrici presenti in sala.

Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha assicurato un confronto con il Ministero dell’Economia per stanziare risorse aggiuntive al PNRR e ha annunciato la creazione di un “Libro Bianco Made in Italy 2030”, per delineare la politica industriale nazionale dei prossimi cinque anni, con strumenti a supporto dell’innovazione nelle PMI e l’eredità di Industria 4.0 e Transizione 5.0.

L’assemblea ha affrontato anche le preoccupazioni locali e regionali: il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha sollevato l’allarme per il nuovo dazio del 15% sugli Spumanti italiani negli USA, temendo un raddoppio dei prezzi per il consumatore. Giuseppe Riello, Presidente di Confindustria Verona, ha sottolineato l’urgenza di politiche concrete per l’occupazione femminile e la natalità: «Non bastano i bonus bebé, servono infrastrutture di supporto alla famiglia. Dobbiamo smettere di essere spettatori dell’immigrazione e diventare attori attivi».

Durante l’assemblea, Beltrame Giacomello ha criticato la Transizione 5.0, definendola «un flop»: «Doveva accompagnare le nostre aziende a innovare e fare la transizione green. Non è servito a nulla: 800 milioni richiesti su oltre 6 miliardi, meno di un miliardo erogato. Noi avevamo già un piano efficiente con Industria 4.0, che ha funzionato benissimo».

L’assemblea ha confermato le incertezze globali che pesano sulla manifattura, ma anche la determinazione delle imprese venete a sostenere il Made in Italy e a chiedere chiarezza e certezze al Governo in un momento di caos mondiale.

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