Giampaolo Veghini: «Investire sui giovani e sul territorio per affrontare le sfide del lavoro»
di Matteo ScolariLa Settimana Veronese della Finanza, dell’Economia e del Lavoro 2025 ha aperto i battenti con un focus su occupazione e lavoro. A Focus Verona Economia, Giampaolo Veghini, segretario generale CISL Verona, insieme a rappresentanti di Confimi Apindustria Verona e Legacoop Veneto, ha delineato un quadro della situazione economica e sociale locale, evidenziando la necessità di programmazione, attrattività territoriale e formazione professionale per contrastare le criticità occupazionali.
Segretario Veghini, come valuta l’attuale contesto occupazionale a Verona e in Veneto?
Arriviamo da un periodo molto difficile, segnato dalla pandemia, dalla guerra in Ucraina e dalle tensioni internazionali. Queste crisi hanno impatto sul metalmeccanico, sull’agroalimentare e sul settore dei servizi. Attualmente, l’occupazione nella provincia di Verona è del 12,6%, ma questo dato va letto considerando anche il problema dei salari e delle condizioni di lavoro. La nostra responsabilità come sindacato è di supportare le aziende e i lavoratori nei processi di crisi, garantendo continuità e tutela.
Recentemente è stata approvata la legge sulla partecipazione dei lavoratori alle decisioni aziendali. Qual è il significato di questa legge?
Dal 2023 la CISL ha raccolto oltre 400.000 firme per un’iniziativa di legge popolare che ha portato all’approvazione della legge 76/2025, ispirata all’articolo 46 della Costituzione, che consente ai lavoratori di partecipare attivamente alla gestione economica e organizzativa delle aziende. Questa legge non è un obbligo, ma un’opportunità: permette di attuare un modello partecipativo, integrando datori di lavoro, associazioni datoriali e sindacati, con un impatto positivo sulla coesione sociale e sulla responsabilità condivisa.
Quali sono le principali sfide per il ricambio generazionale nelle imprese veronesi?
Il ricambio generazionale è critico, specialmente nelle imprese artigiane e nelle microimprese. Spesso il passaggio familiare non funziona, e i giovani necessitano di accompagnamento strutturato. Inoltre, l’immigrazione regolare può rappresentare un’opportunità: i lavoratori stranieri, formati anche linguisticamente, possono integrare le aziende, soprattutto nei settori manuali come edilizia, artigianato e manifattura. Allo stesso tempo, serve valorizzare i lavoratori senior, che portano esperienza e professionalità all’interno delle imprese.
Come si può rendere il territorio più attrattivo per giovani e lavoratori?
Occorre un piano sociale e abitativo, che renda la città e la provincia di Verona attrattive per chi cerca lavoro. Senza alloggi accessibili e servizi adeguati, anche chi viene per lavorare rischia di spostarsi altrove. Inoltre, è fondamentale investire nella formazione scolastica e professionale, dagli istituti tecnici e professionali fino agli ITS, per preparare giovani qualificati pronti a entrare nel mondo del lavoro.
Qual è il ruolo dei sindacati e delle istituzioni in questo contesto?
I sindacati hanno la responsabilità di gestire le crisi aziendali, collaborando con le istituzioni e le associazioni datoriali. L’esempio dell’Unità di crisi regionale nel settore metalmeccanico dimostra come la mediazione possa evitare licenziamenti, incentivando soluzioni condivise. Serve inoltre una programmazione a medio-lungo termine, per ridurre l’incertezza e favorire uno sviluppo sostenibile del lavoro e delle imprese.
Quali opportunità si possono creare attraverso il modello cooperativo e le comunità energetiche?
Legacoop e CISL stanno sviluppando iniziative come le comunità energetiche rinnovabili (CER), che collegano imprese e famiglie per creare economie di scala, ridurre i costi e stimolare lo sviluppo nelle aree a rischio spopolamento. Questi modelli, insieme alla formazione e alla partecipazione attiva dei lavoratori, rappresentano strumenti chiave per garantire futuro e sostenibilità al territorio.
Quali sono i messaggi principali da trasmettere ai giovani e alle aziende?
Serve coraggio e responsabilità condivisa. Occorre affrontare i problemi demografici, il calo di natalità e l’invecchiamento della popolazione, creando opportunità per i giovani e valorizzando le competenze dei lavoratori senior. La programmazione, la collaborazione tra enti e associazioni e la capacità di attrarre persone sul territorio sono strumenti indispensabili per rafforzare il tessuto economico e sociale di Verona e del Veneto.
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