Investimenti: 3 ragioni per evitare il fai da te
di RedazioneIl web e le nuove tecnologie hanno abbattuto numerose barriere che, in passato, rendevano il mondo degli investimenti inaccessibile ai più. Chi oggi desidera movimentare il proprio capitale, acquistando e vendendo azioni, titoli, ETF, quote di fondi comuni e via dicendo, può farlo da casa propria utilizzando un normale dispositivo connesso a internet.
Questa facilità di accesso a numerose opportunità di investimento può trarre in inganno e portare i meno esperti a credere che investire sia semplice e che possa trasformarsi in un metodo per fare soldi senza fatica. In realtà, per ottenere dei risultati concreti, evitare stress e ingenti perdite di capitale, raggiungere i risultati auspicati, è necessario possedere competenze e conoscenze approfondite.
Proprio per questo motivo, è sempre preferibile evitare il fai da te e ricorrere a una consulenza finanziaria specializzata prima di effettuare qualsiasi tipo di investimento.
In questo articolo andremo ad analizzare le 3 principali ragioni per cui è meglio evitare di improvvisarsi investitori.
Mancanza di competenze professionali
Come anticipato nell’introduzione, per investire in modo consapevole è necessario possedere numerose competenze, dalle conoscenze economiche e finanziarie di base alla capacità di effettuare analisi tecniche e fondamentali.
La mancanza di tali competenze si traduce inevitabilmente in un’incapacità nel valutare il mercato in modo oggettivo, nell’analizzare dati e statistiche, nell’applicare tecniche come l’asset allocation strategica e la diversificazione, e via dicendo. Tutto questo porta a compiere errori nella scelta degli strumenti finanziari e nella costruzione del portafoglio di investimento.
Ad esempio, ci si potrebbe ritrovare con un portafoglio scarsamente differenziato, con investimenti che possono performare al meglio solo su un arco temporale troppo lungo rispetto alle proprie possibilità, con strumenti finanziari troppo rischiosi e via dicendo.
Errata valutazione dei rischi
I rischi sono presenti in qualsiasi tipo di investimento e devono essere commisurati alle possibilità economiche ed emotive dell’investitore. Mentre alcune persone, grazie a una maggiore stabilità economica ed emotiva e a capitali di base elevati, possono, almeno in potenza, assumersi alti rischi, altre, a causa di una situazione finanziaria meno florida o anche solo una minore capacità nel gestire le emozioni, dovrebbero preferibilmente puntare su investimenti a medio o basso rischio.
Per chi è alle prime armi, comprendere il reale livello di rischio di un investimento non è sempre facile. Purtroppo, un errore di valutazione, anche superficiale, può avere conseguenze spiacevoli e talora gravi, causando problemi tanto a livello finanziario quanto a livello emotivo.
Maggiore rischio di incorrere in bias cognitivi
Le scelte di investimento possono essere influenzate da una serie di bias cognitivi che portano a decisioni irrazionali, investimenti impulsivi, errori di valutazione e via dicendo. Tra i tanti rientrano, a titolo d’esempio:
- l’overconfidence bias, ossia la tendenza a sovrastimare le proprie capacità;
- l’herd behavior, noto come “effetto gregge” e consistente nel seguire le scelte della massa;
- il confirmation bias, ovvero la tendenza a dar retta esclusivamente alle informazioni che confermano le proprie idee.
Sebbene nemmeno i più esperti siano del tutto al riparo da questi e altri bias, i principianti, non avendo ancora maturato la giusta esperienza e non conoscendo le strategie che possono aiutare a limitarne gli effetti negativi, tendono a esserne più facilmente vittime.
In Evidenza
Motor Bike Expo 2026: Verona di nuovo capitale mondiale delle due ruote

La Fiamma Olimpica ha fatto tappa allo stabilimento Coca-Cola HBC Italia di Nogara

Volkswagen tiene le consegne nel 2025 e accelera sull’elettrico: Europa trainante, BEV a +66%

Coldiretti a Strasburgo contro l’accordo UE-Mercosur

Fiamma olimpica in Confindustria, Fontana: «Una prova importante per la città e per il Veneto»

Mercato del lavoro veneto 2025, crescita occupazionale dimezzata

Olimpiadi: quando un evento diventa territorio, identità e futuro

Stefania Zivelonghi: «Le Olimpiadi? Una legacy che resterà nella città e nelle persone»

Volkswagen punta sui dati per la sicurezza stradale: al via in Italia il progetto europeo





