Pubblico impiego meno attrattivo, la GenZ a Verona guarda altrove
di Matteo ScolariAltro che impiego a vita in Comune o in Sanità pubblica. A Verona e provincia il mercato del lavoro sta cambiando pelle: la GenZ non cerca solo stabilità, ma retribuzioni adeguate, flessibilità oraria, più ferie e vere opportunità di carriera. Il quadro è confermato dall’indagine internazionale Randstad: solo il 17% dei giovani prevede di restare per sempre nella stessa azienda, contro il 30% della Generazione X; un terzo dei rispondenti pianifica uno switch entro 12 mesi e un ulteriore 25% entro due anni. Nello scaligero questo si traduce in concorsi pubblici sempre più deserti, dimissioni in risalita e un turnover che per i Comuni è diventato strutturale.
Questa tendenza, afferma Giovanni Zanini segretario generale della Cisl Fp Verona, si riflette anche nel territorio scaligero, dove la mobilità lavorativa è in forte crescita e il pubblico impiego, un tempo rifugio sicuro, oggi fatica ad attrarre e trattenere talenti. I concorsi vanno deserti, le dimissioni aumentano, e il turnover nei Comuni è diventato strutturale. Dal 2017 al 2023, le uscite dagli uffici comunali per motivi diversi dal pensionamento sono cresciute del 45,5%, passando da 11mila a 16mila su scala nazionale.

A pesare è anche il tema retributivo: nei livelli più bassi del pubblico impiego locale le buste paga risultano –15,3% rispetto alla media delle Regioni e –23,2% rispetto alle agenzie fiscali, con effetti immediati sulla capacità di attrarre e trattenere profili qualificati.
Il paradosso è che, nonostante la riduzione del personale, gli amministratori locali hanno accelerato gli investimenti, passati da 8,3 miliardi nel 2017 a 19,1 miliardi nel 2024, segno che la domanda di competenze cresce proprio mentre la platea di candidati si assottiglia. In questo contesto, Cisl Fp Verona rivendica il proprio ruolo di ponte tra le aspettative delle nuove generazioni e i bisogni dei servizi pubblici: tutela contrattuale, valorizzazione delle competenze, promozione della mobilità virtuosa e sostegno a percorsi che rendano il pubblico impiego nuovamente attrattivo per chi vive e lavora nel nostro territorio.
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