Moda, vendite in calo: Federmoda chiede regole uguali per online e negozi
di Matteo ScolariLa filiera della moda italiana affronta una fase di forte complessità, con un calo di vendite che colpisce anche il territorio veronese. Secondo un’indagine di Federazione Moda Italia-Confcommercio, prima dei saldi estivi i negozi avevano venduto solo il 35% della merce acquistata dai fornitori, con un calo degli incassi pari al 5,6% rispetto al 2024. I saldi di luglio non hanno invertito la tendenza. «I numeri veronesi sono in linea con quelli nazionali – sottolinea il presidente di Federmoda Confcommercio Verona, Mariano Lievore –. In attesa dei dati di agosto, è fondamentale analizzare con attenzione la situazione per individuare le chiavi di volta che possano guidare il settore verso una ripresa sostenibile e duratura».
Per Giulio Felloni, presidente nazionale di Federazione Moda Italia-Confcommercio, «il mondo della moda sta vivendo un cambiamento epocale, caratterizzato da un’accelerazione senza precedenti nelle abitudini dei consumatori. I social e i mezzi di comunicazione hanno amplificato questo fenomeno, legandolo a una situazione economica e geopolitica complessa. Il tema dei dazi è solo uno degli aspetti che genera ulteriori fragilità. È necessario coinvolgere governo, regioni, comuni e camere di commercio per studiare soluzioni efficaci».

Felloni rimarca inoltre che la Federazione rappresenta un patrimonio culturale, economico e turistico unico, con migliaia di negozi diffusi anche nei centri più piccoli. Per questo chiede al Ministero delle Imprese e del Made in Italy di istituire al più presto il Gruppo di Lavoro sul Commercio all’interno del Tavolo della Moda. Una delle priorità è affrontare la disparità di trattamento tra mercato online e negozi fisici: «Prodotti di scarsissima qualità vengono venduti online a prezzi bassissimi, beneficiando di tassazione ridotta ed esenzione dai dazi sotto i 150 euro di spesa. Serve applicare il principio stesso mercato, stesse regole per garantire concorrenza leale».
Il presidente di Federazione Moda Italia evidenzia anche l’assurdità di un sistema che vede i fornitori trasformarsi in concorrenti dei negozi retail. «È indispensabile un equilibrio tra le esigenze dei diversi attori del settore – sottolinea – nel rispetto reciproco degli impegni».
Guardando al futuro, Felloni invita i negozi a investire non solo sul piano economico ma anche nello stile e nel comportamento, per adattarsi alle nuove esigenze del mercato. «Riscontriamo un leggero aumento di clienti, soprattutto giovani, che cercano nei negozi fisici non solo la possibilità di toccare e provare i capi, ma anche il contatto umano con persone in grado di consigliare. Questa è la forza del commercio di vicinato, che dobbiamo proteggere e valorizzare».
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