Caro scuola 2025, il conto sale oltre 1.400 € per le prime superiori
di Matteo ScolariCrescono ancora i prezzi del materiale scolastico, cala il costo medio dei libri, ma l’avvio d’anno resta un salasso soprattutto per chi entra in prima media e prima superiore. Secondo l’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, la spesa per il corredo con i ricambi tocca 658,20 euro per studente (+1,7% sul 2024), mentre per i libri di testo la media si attesta a 537,10 euro (inclusi 2 dizionari, -9,2% anno su anno). Nel Veronese e in Veneto l’impatto si preannuncia analogo, con famiglie già alle prese con gli acquisti di fine agosto.
Il picco, avverte l’analisi, riguarda gli alunni delle classi prime. Per la prima media i libri + 2 dizionari arrivano a 555,16 euro (+20,2%), che sommati al corredo portano il conto a 1.213,36 euro per studente. Per la prima superiore il pacchetto libri + 4 dizionari sale a 808,90 euro (+13%), cui si aggiungono 658,20 euro di corredo per un totale di 1.467,10 euro. Zaini e diari di marca, le versioni trolley o hi-tech restano le voci più pesanti del carrello.

La ricerca segnala come il canale online sia ormai decisivo per contenere i costi: mediamente si risparmia il 21,6% rispetto alle cartolibrerie e il 3% rispetto alla GDO, mentre sui libri usati il taglio supera il 29%. Una strategia che, insieme al riutilizzo di zaini e astucci o allo scambio nei gruppi social, può alleggerire il rientro anche per le famiglie venete.
Capitolo tecnologia: per dotarsi di PC, webcam, microfono, antivirus e software di base una famiglia spende in media 420 euro; i prezzi dei prodotti tech risultano stabili rispetto al 2024 (-0,5% la variazione media rilevata). Cresce l’interesse per i dispositivi rigenerati, che consentono risparmi oltre il 38% e un minor impatto ambientale, un aspetto non secondario nelle scuole del territorio che spingono sulla didattica digitale.
Restano in campo bonus comunali e regionali per testi e materiali, in particolare per i nuclei a basso reddito; misure positive ma non sempre sufficienti a coprire importi così elevati. Per Verona e il Veneto, dove il rientro a scuola muove una filiera che va dal retail alla logistica, il nodo del potere d’acquisto delle famiglie si conferma decisivo anche per il 2025, con l’auspicio di maggiori sostegni mirati e di un rafforzamento dei canali del riuso e dell’economia circolare.
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