Dazi USA sull’acciaio: Eurofer lancia l’allarme sull’export Ue
di RedazioneUna “parte significativa” di circa un milione di tonnellate di acciaio prodotto in Europa potrebbe scomparire dal mercato a causa delle nuove tariffe USA al 15% previste per l’importazione di veicoli provenienti dall’Unione europea. A lanciare l’allarme è Eurofer, l’associazione dell’industria siderurgica europea, che denuncia l’elevata incertezza per il settore e i ritardi nei negoziati commerciali con Washington.
Nel 2024, con un dazio al 2,5%, l’Ue ha esportato 760.000 veicoli negli Stati Uniti, generando una domanda stimata di circa 1 milione di tonnellate di acciaio. L’aumento delle tariffe minaccia ora direttamente questo flusso. Inoltre, rimane in vigore la tariffa al 50% sull’export diretto di acciaio e alluminio europeo, ancora irrisolta nonostante la dichiarazione congiunta adottata ieri tra Ue e Usa.
Secondo il direttore generale di Eurofer, Axel Eggert, serve ora un impegno immediato per ripristinare l’accesso preferenziale ai volumi tradizionali di esportazione verso gli USA. “Il testo resta vago ma riconosciamo gli sforzi della presidente von der Leyen e del commissario Šefčovič“, ha dichiarato.
L’associazione richiama l’attenzione anche sul cosiddetto ring-fencing, ovvero la creazione di barriere commerciali coordinate tra Ue e Stati Uniti per proteggersi dalla sovraccapacità globale, in particolare proveniente da Asia, Nord Africa e Medio Oriente.
Eurofer chiede che la Commissione europea, con la proposta di una nuova misura di difesa commerciale prevista per settembre, agisca con “azioni coraggiose” per difendere la capacità produttiva interna.
Dal 2018, il settore ha perso 30 milioni di tonnellate tra mercato interno ed estero, e l’export verso gli USA è calato da 4,6 a 3,8 milioni di tonnellate, di cui 600.000 soggette a dazi del 25%. Le ultime tariffe Usa del 25% (marzo) e del 50% (giugno) avrebbero già causato un impatto distruttivo, coinvolgendo anche le filiere a valle.
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