Carburanti, Codacons: in 5 anni gasolio +27% e benzina +21,7%
di Matteo ScolariPer la prima volta l’esodo estivo non è stato accompagnato dai consueti rincari speculativi alla pompa, ma la riduzione dei prezzi di benzina e gasolio non basta a compensare i forti aumenti accumulati negli ultimi anni. A denunciarlo è il Codacons, che ha elaborato i dati ufficiali del Mase sui listini dei carburanti.
Nella settimana di Ferragosto il prezzo medio della benzina si è attestato a 1,701 euro al litro, quello del gasolio a 1,631 euro/litro. Nel 2020, nello stesso periodo, la verde costava 1,398 euro e il diesel 1,284 euro: significa che in cinque anni gli italiani pagano oggi la benzina il 21,7% in più e addirittura il 27% in più il gasolio. Tradotto in termini concreti, un pieno di verde costa oltre 15 euro in più rispetto alle vacanze estive del 2020, mentre per il gasolio l’aggravio supera i 17 euro.
Un rincaro che, moltiplicato per i milioni di spostamenti registrati nei giorni di esodo e controesodo, rappresenta un vero e proprio salasso da centinaia di milioni di euro a carico delle famiglie italiane.
Il Codacons sottolinea come, nonostante le quotazioni petrolifere siano calate di oltre il -16% da giugno a oggi, i prezzi alla pompa si siano ridotti appena del -2%. «È vero che il costo del greggio non è l’unico fattore che determina il prezzo dei carburanti – evidenzia l’associazione – ma una riduzione così forte avrebbe dovuto influire in maniera più significativa, soprattutto considerando la rapidità con cui i listini erano saliti dopo lo scoppio della guerra in Iran».
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