Pedemontana Veneta, la Regione chiarisce: «Utili CAV anche per infrastrutture a pedaggio»
di Matteo ScolariMentre continuano le polemiche attorno alla gestione di CAV S.p.A. e al finanziamento della Superstrada Pedemontana Veneta, la Direzione Infrastrutture della Regione Veneto ha diffuso una nota tecnica per chiarire i termini degli accordi esistenti e le finalità previste per l’utilizzo degli utili generati dalla società autostradale.
Nel documento, Palazzo Balbi sottolinea che per rispettare le intese in vigore con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT), già nel febbraio 2019 erano stati siglati due distinti Protocolli d’Intesa. Il primo, denominato Protocollo Opere, definisce le modalità e i criteri per individuare gli investimenti da realizzare nell’ambito della rete viaria regionale. Il secondo, chiamato Protocollo CAV, coinvolge anche ANAS S.p.A. e disciplina le modalità di erogazione delle risorse finanziarie derivanti dagli utili autostradali.
La Regione spiega che, in base a questi accordi e alla Delibera CIPE n. 3 del gennaio 2007, le somme disponibili a partire dall’entrata in esercizio delle tratte autostradali e fino al 31 dicembre 2032 possono essere utilizzate per diversi obiettivi strategici. Tra questi rientrano l’adeguamento funzionale e la riqualificazione delle infrastrutture già esistenti, la realizzazione di nuovi collegamenti viari, interventi di manutenzione straordinaria e, in ultimo, la garanzia della disponibilità e del corretto esercizio delle opere stesse.
«I Protocolli – si legge nella nota – prevedono espressamente la possibilità di destinare le risorse generate dagli utili CAV anche a infrastrutture viarie a pedaggio, proprio per garantirne la disponibilità e l’esercizio. Per questo motivo è pienamente compatibile l’impiego di tali fondi per il cofinanziamento del canone di disponibilità della Superstrada Pedemontana Veneta».
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