Gasdia: «L’Arena è la mia vita. E ora guardiamo al futuro, tra arte, impresa e passione»
di Matteo Scolari«Chissà cosa frullava in testa a quella bambina che a soli cinque anni, nel 1965, entrò in Arena per la prima volta. Era presto per leggere e scrivere, ma già mi piaceva cantare. E quel giorno fu un colpo di fulmine». Inizia da qui il racconto di Cecilia Gasdia, oggi alla guida della Fondazione Arena di Verona, e allora solo una bambina affascinata dal palcoscenico e dalla musica, portata dai genitori a vedere la Carmen.
Quel primo incontro è diventato destino: «Crescendo diventai comparsa, artista del coro, cantante solista. Trent’anni dopo interpretai proprio Carmen, nella produzione areniana firmata da Franco Zeffirelli. Oggi, da otto anni, sono sovrintendente. L’Arena ha segnato ogni fase della mia vita. E continua a farlo».

Venerdì 13 giugno, l’Arena apre ufficialmente la sua nuova stagione lirica. Il 102esimo Festival prende il via con Nabucco di Verdi, opera corale per eccellenza, messa in scena in una nuova produzione integrale firmata dal regista Stefano Poda, già autore di una suggestiva Aida di cristallo. È il primo passo di una stagione che guarda lontano: «Questa sarà la stagione che traghetterà l’Arena dalla fine del restauro dell’anfiteatro alle cerimonie olimpiche. Sarà un ponte tra memoria e futuro. Non vediamo l’ora di iniziare, con un cartellone ricco di novità, grandi titoli, eventi speciali e ospiti internazionali».
Ma l’Arena non è solo spettacolo. È un sistema culturale e produttivo unico, capace di unire musica, artigianato, creatività e impresa. «Fondazione Arena racchiude tante anime e competenze che lavorano assieme per un unico obiettivo: fare cultura e arte – spiega Gasdia –. È quello che facciamo qui a Verona, ma anche nel mondo, portando un’eccellenza tutta italiana. Per noi è motivo di orgoglio far conoscere e amare il canto lirico, patrimonio dell’Umanità, grazie al talento dei nostri professori d’orchestra, artisti del coro, cantanti solisti e maestranze. Ma anche mostrare al pubblico – e soprattutto ai giovani – il valore dell’artigianalità, del lavoro dietro le quinte, delle professioni del teatro e dello spettacolo dal vivo».

In questo senso, l’attenzione al pubblico delle nuove generazioni è sempre più centrale: «Il seme che è stato piantato in me da bambina è germogliato. E lo stesso vorrei che accadesse alle migliaia di bambini che lo scorso 8 maggio abbiamo portato in Arena con Il cielo è di tutti. La musica, il canto e l’opera sono davvero di tutti, e il nostro dovere è renderli accessibili e vivi».
Accanto all’anima artistica, si afferma sempre di più anche il ruolo dell’Arena come modello di sinergia tra cultura e impresa, con il progetto 67 Colonne come simbolo di questo impegno condiviso. «L’Arena vive grazie all’energia di chi la sostiene: sponsor, mecenati, istituzioni, lavoratori e un pubblico che non smette mai di credere nella bellezza – continua Gasdia –. L’adesione sempre più ampia del mondo imprenditoriale al progetto 67 Colonne dimostra quanto forte sia il legame tra cultura e impresa. Così come fecero con coraggio e visione i primi due sostenitori, Gian Luca Rana e Sandro Veronesi, vogliamo che il gruppo dei mecenati cresca. Il nostro obiettivo è affermare la Fondazione Arena come ambasciatrice del Made in Italy non solo nella musica e nell’opera, ma anche nella capacità di fare impresa culturale e nella promozione di un’identità italiana fondata su eccellenza, passione e bellezza condivisa».

Il cartellone dell’estate 2025 rappresenta pienamente questa visione. Oltre a Nabucco, torneranno due grandi classici verdiani in allestimenti storici – La Traviata e Rigoletto – e ci sarà l’omaggio a Georges Bizet, a 150 anni dalla sua scomparsa, con la sua immortale Carmen. Accanto ai titoli d’opera, anche grandi serate-evento: il gala di Jonas Kaufmann, la danza con Roberto Bolle and Friends, lo spettacolo Zorba il greco, il ‘700 multimediale di Viva Vivaldi e i suggestivi Carmina Burana.

«È un programma ambizioso e ricco di sfide tecniche e artistiche – conclude la Sovrintendente –. Ma tutto ciò è possibile solo grazie alla passione di ogni lavoratore della Fondazione, degli artisti, delle istituzioni, dei partner e sponsor. Insieme, possiamo guardare al futuro con fiducia, consapevoli che l’Arena è un patrimonio condiviso, un simbolo dell’Italia migliore, e una straordinaria fabbrica di sogni».
Ricevi Verona Economia 7! 👇
👉 VUOI RICEVERE IL SETTIMANALE ECONOMICO MULTIMEDIALE DI VERONA NETWORK?
👉 ARRIVA IL SABATO, È GRATUITO!
PER RICEVERLO VIA EMAIL
In Evidenza
Inaugurata Fieragricola: tecnologie e innovazione per garantire più redditività al settore

Confindustria Verona e Banca Sella, accordo da 50 milioni per sostenere le imprese

Fieragricola, presidio shock di Agricoltori Italiani davanti all’ingresso della manifestazione

CBAM, fonderie a rischio paralisi: Assofond chiede al Mimit correttivi urgenti

Sistema fieristico italiano, Aefi e IT-EX rafforzano l’alleanza con un accordo firmato al Mimit

Agricoltura europea al bivio: reciprocità, filiere e sovranità alimentare non sono slogan

A Brunico la prima stazione di rifornimento di idrogeno ed energia elettrica d’Italia

Vinitaly 2026 al completo: più spazio a enoturismo, No-Lo, spirits e digitale

Mercati finanziari 2025: rendimenti reali sotto le attese, dollaro debole e incognita USA nel 2026





