Poste Italiane e il Nordest: un impatto economico da 164 milioni sul PIL
di Matteo ScolariNel Nordest, Poste Italiane si conferma non solo una realtà fondamentale per i servizi postali, ma anche un importante motore di crescita economica. I dati presentati nel bilancio integrato 2024 raccontano di un impatto positivo complessivo di 164 milioni di euro sul PIL territoriale, con 2700 posti di lavoro sostenuti e oltre 71 milioni di euro di redditi distribuiti ai lavoratori nel Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia.
Nel dettaglio, la sola provincia di Verona conta 190 uffici postali e 431 veicoli utilizzati per la consegna di pacchi e corrispondenza, numeri che si inseriscono in una rete regionale composta da 1700 sedi e 4000 mezzi operativi. Questa presenza capillare permette di sostenere l’economia locale non solo in modo diretto, ma anche attraverso l’indotto e le ricadute occupazionali su scala regionale.

A livello nazionale, nel 2024, il gruppo ha generato ricadute complessive per 14 miliardi di euro di PIL, ha contribuito alla creazione di 199mila posti di lavoro e ha versato 2,6 miliardi di euro di gettito fiscale. Il contributo in termini di reddito distribuito ai lavoratori italiani ha toccato la cifra di 7,3 miliardi di euro.
Tra i progetti strategici più significativi, spicca il Progetto Polis, che prevede l’ammodernamento tecnologico e sostenibile di 7000 uffici postali nei Comuni con meno di 15.000 abitanti. In Veneto sono 500 gli uffici coinvolti, 237 in Trentino Alto Adige e 202 in Friuli Venezia Giulia, a dimostrazione di un impegno tangibile verso la modernizzazione e l’inclusione digitale delle aree meno urbanizzate.
Grazie a questa iniziativa, nei piccoli Comuni del Nordest i cittadini possono già richiedere certificati anagrafici, pensionistici e, in quasi 550 uffici del Veneto, anche il passaporto.
Tutti questi dati confermano il ruolo centrale di Poste Italiane come attore strategico del sistema Paese. Dal 2018, infatti, l’azienda ha generato un impatto cumulato pari a 90 miliardi di euro di PIL, 51 miliardi di euro in redditi da lavoro e 15 miliardi di euro di gettito fiscale, contribuendo in media a 189mila occupati ogni anno.
Un modello di sviluppo che, attraverso la propria rete capillare e l’innovazione dei servizi, promuove un’economia più inclusiva, resiliente e digitale.
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