Devis Rizzo, presidente Legacoop Veneto.
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Welfare a rischio in Veneto: Legacoop lancia l’allarme sulla tenuta dei servizi sociali

di Matteo Scolari
Il Presidente Devis Rizzo: «Serve equità fiscale, le cooperative rischiano il collasso mentre aumentano i bisogni delle fasce fragili»

Il sistema di welfare socio-sanitario del Veneto è in pericolo. A lanciare l’allarme è Legacoop Veneto, che nel corso dell’incontro pubblico «Quo Vadis? Il welfare in Veneto fra politiche fiscali e carenza di risorse», tenutosi il 20 maggio al Cinema Odeon di Vicenza, ha espresso forti preoccupazioni per la sostenibilità futura dei servizi alla persona e per le difficoltà crescenti che colpiscono le imprese cooperative sociali.

«La Regione deve agire in modo più equo nella destinazione delle risorse», ha dichiarato il presidente Devis Rizzo, sottolineando come la mancata copertura da parte della Regione dell’aumento dei costi derivanti dal rinnovo del contratto collettivo nazionale per i lavoratori della cooperazione sociale rischi di compromettere la qualità e la continuità dei servizi fondamentali. «Le cooperative sociali – protagoniste del sistema di welfare – rischiano di non riuscire più a mantenere lo standard dei servizi finora garantiti, specie per l’infanzia e la terza età».

La preoccupazione è concreta: l’aumento dei costi non è accompagnato da un adeguamento delle tariffe da parte dell’ente pubblico committente, ovvero la Regione Veneto. Il risultato, secondo Legacoop, è che l’intero onere economico finisce per ricadere sulle spalle delle cooperative, che operano spesso già al limite della sostenibilità economica.

L’incontro a Vicenza.

Il dibattito si inserisce in un contesto aggravato da recenti scelte fiscali della Regione. Durante l’approvazione del Bilancio regionale 2025, è stato deciso un aumento dell’aliquota IRAP: un provvedimento che, secondo Rizzo, penalizza le imprese e il lavoro in un momento di crisi economica. «Se invece si fosse aumentata l’IRPEF solo per i redditi superiori a 50.000 euro, si sarebbe agito in modo molto più equo», ha osservato il presidente.

Rizzo ha anche evidenziato come l’aumento dell’IRAP colpisca la quasi totalità delle oltre 420.000 imprese attive in Veneto, aggravando il carico fiscale anche per quelle che operano in settori socialmente strategici. Al contrario, l’IRPEF sui redditi alti avrebbe interessato solo una minoranza (circa il 13%) dei contribuenti. «È una questione di giustizia sociale. Alcune manovre sembrano dettate più dalla necessità di coprire i buchi di bilancio – come quello da 80 milioni generato dalla Pedemontana Veneta – che da una visione sul benessere collettivo», ha aggiunto.

Nel corso dell’incontro, sono intervenuti anche i consiglieri regionali Chiara Luisetto (V Commissione Politiche socio-sanitarie) e Stefano Giacomin (I Commissione Bilancio), offrendo un confronto diretto tra istanze cooperative e scelte legislative.

A precedere il dibattito, la relazione di Giacomo Pasini, direttore del Dipartimento di Economia di Ca’ Foscari, ha offerto un quadro analitico delle trasformazioni sociali e demografiche in atto. Pasini ha illustrato come il mutamento della struttura per età e l’aumento della domanda di servizi incidano profondamente sulla sostenibilità del welfare, richiedendo una nuova riflessione su come vengono allocate le risorse pubbliche.

Il momento appare particolarmente critico. «Mentre a Venezia si discute al Festival delle Regioni, sembra che i temi reali – quelli che toccano i cittadini, come la tenuta del welfare – siano messi in secondo piano a favore di logiche elettorali», ha denunciato ancora Rizzo.

L’appello di Legacoop Veneto è chiaro: servono risposte strutturali e tempestive, che garantiscano la tenuta del sistema di welfare attraverso politiche fiscali più eque e sostenibili. In assenza di interventi concreti, le cooperative – che rappresentano un pilastro del welfare veneto – rischiano di crollare, lasciando scoperti servizi essenziali proprio per le fasce più fragili della popolazione.

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