Sandro Boscaini.
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Masi Agricola chiude il 2024 con ricavi in crescita nel quarto trimestre (+11,6%)

di Matteo Scolari
Ricavi netti a 66,8 milioni (+0,6%). Pesano gli investimenti e i costi del nuovo modello “Green Governance”, ma il gruppo conferma solidità e visione di lungo periodo.

Masi Agricola, storica azienda vinicola della Valpolicella quotata su Euronext Growth Milan, ha approvato il bilancio consolidato 2024 con un risultato che conferma la tenuta dei fondamentali e la coerenza con il piano di sviluppo a lungo termine, pur in un contesto di mercato complesso e condizionato da fattori geopolitici e di consumo.

Il fatturato consolidato si attesta a 66,8 milioni di euro, in crescita dello 0,6% rispetto al 2023, grazie a un forte recupero nel secondo semestre e in particolare a un quarto trimestre in accelerazione (+11,6%). Il dato è frutto di una progressiva attenuazione dell’effetto “destock”, particolarmente impattante nel primo semestre, e di una strategia mirata a rafforzare la resilienza commerciale del gruppo.

A livello di margini, l’EBITDA Adjusted scende a 6,7 milioni di euro rispetto ai 7,2 milioni del 2023, con un EBITDA margin al 10,1%. A pesare sono principalmente costi non ricorrenti legati all’introduzione del nuovo modello statutario “Masi Green Governance” e allo status di società benefit, nonché agli oneri finanziari derivanti da importanti investimenti in corso. L’EBIT si riduce a 1,8 milioni di euro e il risultato netto vira in negativo per 1,1 milioni di euro.

Sandro Boscaini.

Commenta il Presidente Sandro Boscaini:  «Le vendite sono cresciute progressivamente nel corso dell’esercizio, atterrando alla fine in leggero positivo sul 2023. Abbiamo visto attenuarsi l’effetto-destock che ha penalizzato i ricavi sia nostri che di tutto il settore vinicolo fin dall’anno precedente. Permane però un generalizzato rallentamento dei consumi un po’ in tutti i mercati, che adesso riguarda non solo il vino, ma moltissime altre merceologie: troppe incertezze, anche per le tante criticità geopolitiche internazionali. A livello di redditività, rispetto al 2023 impattano costi per servizi non ricorrenti, collegati all’adozione dello status di società benefit e del paradigma ‘Masi Green Governance’, unitamente agli oneri finanziari conseguenti agli importanti investimenti in corso, primo tra tutti il nuovo visitor center Monteleone21 in Valpolicella, una vera e propria ‘brand house’ su cui puntiamo anche in chiave enoturistica, che dallo scorso Vinitaly è aperta per eventi collettivi e che a breve aprirà anche quotidianamente per clienti individuali. Continuiamo comunque a lavorare sul posizionamento di marca, l’omnicanalità distributiva, il direct-to-consumer, l’innovazione di prodotto e l’ampliamento di gamma».

Proprio Monteleone21, brand house della Valpolicella, ha vinto nel 2024 il premio internazionale “Best of Wine Tourism” per le pratiche sostenibili, mentre la Masi Wine Experience ha continuato a crescere in termini di notorietà e visitatori. Importanti anche i riconoscimenti internazionali, tra cui il Lifetime Achievement Award 2024 della rivista Wine Enthusiast conferito a Sandro Boscaini, noto come “Mister Amarone”.

Tra le leve di sviluppo per il futuro, il gruppo punta anche all’espansione in nuovi segmenti, come gli spumanti con il Metodo Classico “Moxxé del Re” e il rafforzamento nel canale direct-to-consumer. In crescita anche la Canevel Spumanti, che ha toccato nel 2024 i migliori risultati di sempre.

Sul piano geografico, l’Italia resta stabile (31,7% dei ricavi), in calo l’Europa (-6,6%) ma ottime le performance in America (+11,5%), trainate soprattutto dalla riapertura del private retail in Ontario (Canada).

A livello finanziario, l’indebitamento netto consolidato è salito a 27 milioni di euro dai 16 milioni del 2023, per effetto degli investimenti e del ciclo di approvvigionamento dell’Amarone. Tuttavia, la società ha già avviato interlocuzioni con il sistema bancario per una ridefinizione della struttura finanziaria, confermando l’attenzione al bilanciamento tra scadenze e ROI atteso.

Guardando al 2025, le prospettive restano caute, in particolare per i mercati internazionali sotto pressione a causa di dazi, conflitti geopolitici e inflazione. Ma l’impostazione strategica di Masi, fondata su qualità, identità territoriale, sostenibilità e innovazione, è ritenuta idonea a garantire una tenuta strutturale anche nei cicli più volatili, come dimostrato anche dallo studio dell’Università di Bordeaux e Verona sulla resilienza nel mercato globale del vino.

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