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Papa Francesco, Foad Aodi: «Un faro di umanità e dialogo che non dimenticheremo mai»

di Redazione
Il cordoglio delle comunità arabe e musulmane in Italia e all’estero: «Ha costruito ponti dove prima c’erano muri. Ci lascia una missione chiara da proseguire».

Con la scomparsa di Papa Francesco, avvenuta nella mattina del 21 aprile 2025, si chiude una delle pagine più luminose del dialogo tra il mondo cristiano e quello musulmano. Il cordoglio si leva unanime dalle comunità arabe e musulmane in Italia e nel mondo, che ricordano con affetto e profonda gratitudine l’unico pontefice capace di tendere la mano con autentico coraggio e umanità, rompendo stereotipi e barriere storiche.

A esprimere questo sentimento condiviso è Foad Aodi, medico, giornalista internazionale e fondatore di Co-mai, AMSI, Uniti per Unire e AISC. «Papa Francesco è stato il Pontefice più amato dal mondo arabo e musulmano, il più aperto, il più umano, il più coraggioso. Nessuno come lui ha saputo parlare di pace vera, ha difeso i più deboli, i cristiani nei paesi islamici, ma anche il popolo palestinese, senza mai cedere a pressioni o convenienze».

Il dialogo interreligioso promosso da Papa Francesco è stato rivoluzionario. Non solo simboli, ma azioni concrete, come la firma dello storico Documento sulla fratellanza umana ad Abu Dhabi, il 4 febbraio 2019, con il Grande Imam di Al-Azhar Ahmad al-Tayyeb, che oggi ha definito il pontefice “icona di umanità”.

Nel suo pontificato, Papa Francesco ha viaggiato in Iraq, Siria, Libano, sostenuto cause umanitarie e condannato guerre e ingiustizie, dimostrando una vicinanza reale ai popoli arabi e musulmani, senza timore di esporsi.

Il Prof. Aodi lo ricorda con emozione anche per il messaggio di pace letto in Vaticano davanti a 50.000 persone, rivolto a Shimon Peres e Abu Mazen, per le iniziative “Musulmani in chiesa” e “Cristiani in moschea”, momenti simbolici di fratellanza concreta tra fedi che ricevettero l’approvazione diretta del Papa.

«Con lui se ne va un gigante, un alleato delle comunità arabe nel mondo, capace di capire le periferie umane, le ingiustizie, i drammi del medioriente, ma anche di lottare contro le contraddizioni interne al Vaticano», afferma Aodi. «La sua morte ci lascia una ferita, ma anche una missione: non disperdere il suo messaggio. Abbiamo il dovere di continuare sulla strada da lui tracciata: dialogo, inclusione, rispetto».

Dal Vaticano al Medio Oriente, la figura di Papa Francesco ha abbracciato i più vulnerabili, ha difeso i migranti, ha parlato con fermezza contro la povertà, la guerra e le disuguaglianze. La sua voce, spesso controvento, è stata un faro di verità e giustizia, tanto da attirargli critiche e ostilità anche all’interno delle mura vaticane.

Le comunità musulmane in Italia, rappresentate da Co-mai, Amsi, Unione Arabi del 48, Umem, AISC, promettono di portare avanti la sua visione. Lo confermano anche Kamel Belaitouche, Daoudi Tilouani, Neserat Hakim e Wafaa Nahhas, leader delle associazioni: “Papa Francesco ha incarnato i valori dell’Islam più autentico: compassione, fratellanza, dialogo. Non lo dimenticheremo mai”.

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