Pellini Caffè, nuova immagine per celebrare oltre 100 anni di eccellenza
di Matteo ScolariPellini Caffè, storico marchio veronese con oltre un secolo di esperienza nella torrefazione e miscelazione di caffè, celebra i suoi 103 anni di storia con un importante rinnovamento d’immagine, presentando un nuovo logo. Un cambio di passo che sottolinea la continuità familiare e imprenditoriale, con lo sguardo rivolto a innovazione, sostenibilità e rafforzamento del legame con Verona, città d’origine del marchio.
Guidata oggi dalla nuova generazione, con Beatrice e Nicolò Pellini affiancati dai padri Federico e Stefano Pellini, l’azienda annuncia una nuova fase strategica che mette al centro il valore della tradizione e l’artigianalità, uniti a una visione evoluta e contemporanea. La nuova immagine è rappresentata dal restyling del logo Pellini, realizzato in collaborazione con l’agenzia Robilant di Milano, sotto la supervisione creativa di Roger Botti.

Il nuovo logo, elegante e moderno, rende omaggio alle origini con un lettering ispirato agli anni ’20 e il celebre chicco rosso, simbolo del calore della tostatura. Completano l’identità visiva l’anno di fondazione (1922) e il nome della città di Verona, a rafforzare le radici del marchio.
«Pellini riparte dalle sue origini per trovare nuovo slancio nel presente – spiega Federico Pellini, Presidente – valorizzando l’expertise nella miscelazione del caffè per un percorso di rinnovamento che coinvolge logo, visione, valori e governance. Le nostre miscele, uniche e riconoscibili, sono pensate per rispondere a esigenze professionali e casalinghe, grazie a un sapere artigianale che si tramanda da generazioni».

Una delle peculiarità dell’azienda è proprio la selezione diretta dei chicchi nelle aree di origine. «Il viaggio nei paesi produttori è una tradizione per la nostra famiglia – racconta Beatrice Pellini, Direttrice Marketing – un momento in cui selezioniamo personalmente i migliori lotti, garantendo così la qualità delle nostre miscele. L’approccio artigianale unito all’innovazione ci permette di affrontare un mercato in continua evoluzione mantenendo altissimi standard qualitativi».
Fondata a Verona nel 1922, Pellini Caffè ha visto la propria espansione nel secondo dopoguerra fino a diventare una realtà industriale negli anni ’60. È del 1999 l’introduzione della referenza TOP in barattolo, diventata emblematica anche per i mercati esteri. Già nel 2010, Pellini è tra le prime aziende italiane a lanciare sul mercato le capsule compatibili Nespresso, confermandosi tra i pionieri nel settore.
Oggi l’azienda vanta una presenza in oltre 60 Paesi con un fatturato superiore ai 70 milioni di euro, una leadership nella categoria grani, e un modello produttivo orientato alla qualità sostenibile. Il nuovo CdA punta su comunicazione, ricerca, sviluppo di prodotti innovativi, e soprattutto su un’identità che continua a essere fortemente radicata nel territorio scaligero.
Con l’adozione di un approccio etico e la ricerca costante dell’eccellenza, Pellini Caffè rappresenta oggi un esempio virtuoso di Made in Verona, esportando nel mondo non solo un prodotto, ma un’autentica esperienza sensoriale. Una storia familiare che continua a scrivere nuove pagine, mantenendo vive le proprie radici e reinventandosi con passione e competenza.
Ricevi Verona Economia 7! 👇
👉 VUOI RICEVERE IL SETTIMANALE ECONOMICO MULTIMEDIALE DI VERONA NETWORK?
👉 ARRIVA IL SABATO, È GRATUITO!
PER RICEVERLO VIA EMAIL
In Evidenza
Carburanti, Costantin Spa acquisisce il 100% di Dalla Bernardina F.lli S.r.l.

Stellantis, seduta nera in Borsa: 22 miliardi di oneri e stop al dividendo

Sicurezza sul lavoro, nel 2025 Verona resta la maglia nera: 24 morti e oltre 14mila infortuni

Volotea, Verona base d’eccellenza: alta soddisfazione dei clienti e 730mila posti nel 2026

Logistica Mondadori: quasi 100 lavoratori coinvolti nel trasferimento nel Mantovano

Banco BPM chiude il 2025 con utili record: oltre 2 miliardi e dividendo a 1 euro per azione

CBAM, fonderie a rischio paralisi: Assofond chiede al Mimit correttivi urgenti

Sistema fieristico italiano, Aefi e IT-EX rafforzano l’alleanza con un accordo firmato al Mimit

Agricoltura europea al bivio: reciprocità, filiere e sovranità alimentare non sono slogan





