Dazi USA e petrolio, Federpetroli: «Speculazione voluta da Trump, ma sarà un boomerang»
di Matteo Scolari«Massima speculazione sui mercati energetici, prezzi del petrolio in calo e difficoltà per l’Europa»: con queste parole il presidente di Federpetroli Italia, Michele Marsiglia, commenta le conseguenze immediate dell’introduzione dei nuovi dazi da parte dell’amministrazione Trump, che stanno già scuotendo in profondità l’equilibrio dei mercati internazionali.
Intervistato da LaPresse, Marsiglia non ha dubbi: «È esattamente ciò che Trump voleva. Ma l’effetto sarà un boomerang». L’analisi è dura e lucida: «Il WTI (West Texas Intermediate) è in caduta, e ciò rappresenta un vantaggio apparente solo per le strategie di approvvigionamento statunitensi. Ma l’instabilità e la speculazione innescate rischiano di ritorcersi contro le stesse economie che li hanno promossi».
La strategia americana, secondo Federpetroli, è chiara: creare tensione per distorcere i mercati e ottenere vantaggi tattici nell’import-export di energia, penalizzando competitor come l’Unione Europea e la Cina. «Gli Stati Uniti stanno colpendo le maggiori economie mondiali – ha detto Marsiglia – ma sottovalutano le conseguenze globali dei dazi. Storicamente, misure di questo tipo si sono rivelate controproducenti anche per chi le ha imposte».

A preoccupare, oltre ai dazi sulle merci, sono anche i costi dei trasporti energetici, che stanno aumentando a ritmo vertiginoso, con effetti immediati sui bilanci delle aziende del settore. Il quadro internazionale è in pieno scombussolamento, e i segnali arrivano già da alcuni Paesi come l’America Latina, dove si stanno riducendo significativamente gli acquisti di greggio, contribuendo così al deprezzamento del petrolio.
«I dazi sono partiti – sottolinea Marsiglia – ma i mercati non perdonano. Il greggio perde valore, le rotte si complicano, i costi logistici lievitano. E tutto questo mentre il mondo ha ancora bisogno di energia stabile, tracciabile, accessibile».
Nel suo commento, il presidente di Federpetroli rilancia la necessità di una strategia energetica europea forte e unitaria, capace di reagire alle azioni unilaterali statunitensi e proteggere le economie continentali da shock improvvisi.
Il monito di Marsiglia si inserisce in un contesto dove la tensione geopolitica è sempre più alta, e dove il settore energetico si conferma una delle leve principali della nuova “guerra commerciale” globale. Una guerra che, avverte Federpetroli, non può essere vinta con l’isolazionismo, ma solo attraverso cooperazione, diversificazione e visione strategica.
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