Sciopero generale metalmeccanici in Veneto: partecipazione altissima, anche a Verona
di Matteo ScolariIl Veneto si è fermato. È questa l’immagine che restituisce il terzo sciopero per il contratto nazionale dei metalmeccanici promosso da Fim, Fiom e Uilm, che ieri ha visto una mobilitazione capillare e poderosa in tutta la Regione. Le manifestazioni provinciali hanno portato in piazza migliaia di lavoratori e lavoratrici a Bassano del Grappa, Limana, Mestre, Padova, Rovigo, Treviso e Verona, con un’adesione altissima allo sciopero che ha superato, in molte aziende, il 90%, fino a raggiungere punte del 100%.
La richiesta è chiara: riaprire il tavolo di trattativa per il rinnovo del contratto nazionale, partendo dalla piattaforma presentata a maggio 2024 e votata nei luoghi di lavoro. «Non possiamo più aspettare» è stato il grido unanime che ha attraversato le strade e le piazze del Veneto, a partire da Belluno, dove oltre 300 lavoratori e lavoratrici hanno sfilato da Epta Costan fino alla rotonda di Limana, per poi tornare davanti all’azienda. Le adesioni parlano da sole: 90% alla Gavazzi di Belluno, Mitsubishi di Alpago, NPE di Longarone; 80% alla Clivet, Hydro Extrusion, Evco; 60% alla Bosch di Setteville.
A Padova, un corteo di oltre 2000 persone ha attraversato la città, arrivando sotto la sede di Confindustria, in un simbolico appello al mondo datoriale. Anche qui, i numeri dimostrano una compattezza raramente vista: 100% di adesione in ALL.CO, 95% in Hitachi, 90% in ZF, Pavan, MTA, VDZ, 80% in Carraro Drivetech e Maschio Gaspardo. Una mobilitazione che ha coinvolto in maniera trasversale tutto il comparto.
Rovigo ha registrato la partecipazione di oltre 500 lavoratori e lavoratrici nel corteo che ha collegato la Questura al Duomo. Le adesioni sono state eccezionali: 100% nei Cantieri Navali Vittoria, 85% in RPM, 80% in Agritalia. Anche in un territorio più periferico, la risposta è stata netta e decisa.
Treviso ha visto un’altissima partecipazione sia nelle piazze che nelle fabbriche. Adesioni del 95% in De Longhi Produzione, Electrolux e Berco, e oltre 90% in Itla Bonaiti e Copreci. Il corteo ha percorso le vie centrali della città, da via Roma fino a Piazza Borsa, diventando una voce collettiva e potente del dissenso e della richiesta di dignità contrattuale.
A Mestre, la mobilitazione ha raggiunto le 2500 persone, con delegati e segretari che hanno arringato la folla in Piazzale Donatori di Sangue. A concludere gli interventi è stato Luca Trevisan, segretario organizzativo della Fiom Cgil Nazionale. Le adesioni nel Veneziano sono state clamorose: 100% in Fincantieri (Marghera), Leonardo, Piaggio di Scorzè, Idromacchine, Speedline, Peg Perego, e oltre il 90% in Lafert, DFV, Welding Duebi. Si tratta di numeri che raccontano una partecipazione che va ben oltre la semplice adesione sindacale: è una presa di parola collettiva.
A Verona, 900 lavoratori e lavoratrici hanno sfilato da Piazzale 25 Aprile fino a Piazza Bra. Qui ha preso la parola Mirco Rota, responsabile dell’ufficio sindacale della Fiom Cgil nazionale, che ha sottolineato quanto la posta in gioco sia alta. L’adesione allo sciopero ha toccato il 100% in Isopan, Acciaierie di Verona, Borromini, Alstom, e oltre il 90% in Fiamm Siapra, Acciaierie Venete, Alfa Laval.
A Bassano del Grappa, nel vicentino, oltre 1500 metalmeccanici e metalmeccaniche hanno attraversato la cittadina in un corteo che ha destato stupore tra la cittadinanza. L’adesione nelle aziende del territorio ha raggiunto livelli altissimi: 90% in Salvagnini Robotica, Xylem-Lowara, Dinoil, Fisep, Nidec Fir; 80% in Ceccato Aria, Askoll, Beltrame, Safas; 70% in Mobilfer, Pm Tecnology.
Al termine della giornata, è stato Antonio Silvestri, segretario generale della Fiom del Veneto, a tirare le somme: «Con lo sciopero di oggi siamo arrivati a 24 ore di astensione dal lavoro per il contratto. I metalmeccanici e le metalmeccaniche del nostro Paese non hanno intenzione di cedere il passo, anzi, oggi hanno manifestato e partecipato agli scioperi in ogni territorio con ancora più forza e determinazione. La loro priorità, la nostra priorità, è riaprire la trattativa sia con Federmeccanica e Assistal sia con Unionmeccanica: il contratto va scritto e definito partendo però da quelle che sono le richieste di migliaia di lavoratori e di lavoratrici che hanno votato e scelto la piattaforma rivendicativa presentata a maggio scorso alle associazioni datoriali. In Veneto, lo sciopero ha raggiunto percentuali ancora più alte delle scorse tornate; questa partecipazione e il coinvolgimento di così tante persone non possono essere ignorati, è necessario, a questo punto, che le rivendicazioni dei lavoratori e delle lavoratrici del comparto siano ascoltate. Nella nostra regione, così come in tutta Italia, ci siamo fatti sentire, ci siamo fatti vedere nelle strade, nelle piazze, svuotando i posti di lavoro e lasciando le fabbriche ferme e vuote, adesso tocca a Federmeccanica, Assistal e Unionmeccanica fare il prossimo passo e riaprire i tavoli di trattativa senza ulteriori indugi e senza tralasciare le rivendicazioni presentate da Fim Fiom e Uilm»,.
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