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Ambiti Territoriali Sociali, la CISL di Verona lancia l’allarme: «Serve chiarezza»

di Matteo Scolari
La riforma regionale crea incertezza tra i dipendenti pubblici e gli operatori sociali: Cisl FP Verona: «Non si può decidere sulla pelle delle persone senza una visione chiara».

La CISL FP di Verona accende i riflettori sul futuro degli Ambiti Territoriali Sociali (ATS), introdotti in Veneto dalla Legge Regionale n. 9/2024, ultima tappa di un percorso nazionale avviato con la Legge Quadro 328 del 2000. La nuova struttura organizzativa, pensata per integrare e migliorare i servizi sociali attraverso una gestione associata da parte degli Enti Locali e delle ULSS, sta però generando una forte preoccupazione tra i lavoratori del settore e tra i sindaci, che si trovano a dover decidere su aspetti determinanti senza un supporto normativo e organizzativo adeguato.

La legge regionale, infatti, non chiarisce quale debba essere la forma giuridica degli ATS, lasciando la scelta al Comitato dei Sindaci, spesso privi delle competenze tecniche per affrontare una riforma così complessa. Questo silenzio normativo si traduce in incertezza e timore tra i dipendenti pubblici e del Terzo Settore, che non conoscono il proprio futuro professionale e temono una perdita di status o una modifica delle condizioni contrattuali.

Giovanni Zanini, segretario generale FP CISL Verona.
Giovanni Zanini, segretario generale FP CISL Verona.

Il segretario generale della CISL FP di Verona, Giovanni Zanini, sottolinea che la priorità deve rimanere la centralità del servizio pubblico, non le logiche economiche. «Non si può decidere sulla pelle dei lavoratori e delle fasce più fragili della popolazione – spiega Zanini –. Servono risposte concrete su quale sarà la forma giuridica adottata, su come verrà garantita la continuità dei diritti contrattuali, sul destino delle assistenti sociali e sulle modalità con cui si organizzerà il lavoro nei futuri ambiti».

Secondo CISL, è in gioco la qualità del servizio socio-assistenziale sul territorio veronese e regionale: se non si forniscono certezze e tutele, si rischia di compromettere anni di esperienza e professionalità, con gravi conseguenze per i cittadini più vulnerabili.

«Quello che chiediamo – conclude Zanini – è un confronto vero, continuo e responsabile, che metta al centro le persone, sia quelle che beneficiano dei servizi che quelle che ogni giorno li erogano con dedizione».

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