Immobiliare, nel 2024 Verona in controtendenza: compravendite in calo del 3,8%
di Matteo ScolariIl mercato immobiliare italiano ha chiuso il 2024 con una crescita dell’1,3%, raggiungendo un totale di 719.578 compravendite. L’analisi dell’Ufficio Studi del Gruppo Tecnocasa, basata sui dati dell’Agenzia delle Entrate, evidenzia un andamento positivo a livello nazionale, con diverse città che hanno registrato una crescita significativa. Bari si distingue per un aumento del 28,5%, mentre anche Roma (+2,0%) e Torino (+1,6%) hanno visto un incremento delle transazioni. Verona, invece, si posiziona in controtendenza, registrando un calo del 3,8%, la flessione più marcata tra le grandi città italiane.
Nella città scaligera, le compravendite residenziali sono passate da 3.590 nel 2023 a 3.455 nel 2024, segnando un netto rallentamento rispetto alla crescita nazionale. Anche Milano (-3,5%) e Napoli (-2,7%) hanno registrato un calo, ma in misura minore rispetto a Verona. La città sembra dunque soffrire più di altre, con un mercato che fatica a mantenere il ritmo di crescita visto altrove.

Le cause di questa contrazione possono essere diverse. Da un lato, i prezzi degli immobili a Verona hanno subito un incremento negli ultimi anni, rendendo più difficile l’accesso alla casa, specialmente per i giovani e per chi acquista la prima casa. Dall’altro, la situazione economica generale e la prudenza degli acquirenti hanno contribuito a rallentare il numero delle transazioni, nonostante nel 2024 si siano registrate condizioni creditizie più vantaggiose rispetto agli anni precedenti.
Il confronto con altre città suggerisce inoltre che Verona potrebbe aver perso attrattività rispetto a centri come Bari, dove il mercato ha beneficiato di una maggiore accessibilità economica e di incentivi all’acquisto. Un altro fattore da considerare è la tipologia di offerta immobiliare, che potrebbe non rispondere pienamente alle nuove esigenze degli acquirenti, sempre più orientati verso soluzioni moderne e sostenibili.
Le previsioni per il 2025 offrono però un margine di ottimismo. I primi mesi dell’anno sembrano mostrare un’aumentata fiducia tra chi cerca casa, favorita dal miglioramento delle condizioni di finanziamento. Tuttavia, per assistere a una vera ripresa, potrebbe essere necessario un riequilibrio dell’offerta immobiliare, con una maggiore attenzione ai segmenti di mercato più dinamici. Inoltre, il settore guarda con interesse all’evoluzione delle politiche fiscali e alle possibili agevolazioni per l’acquisto della prima casa, che potrebbero avere un impatto significativo sulla domanda nei prossimi mesi.
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