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Gelmetti (FDI): «Quello italiano è oggi l’unico governo stabile in Europa»

di Matteo Scolari
Il Senatore di Fratelli d'Italia, raggiunto in fiera, commenta i rapporti tra UE e Stati Uniti, dopo le recenti tensioni scaturite dall'incontro tra i presidente Zelensky e Trump.

In occasione della conferenza stampa a SOL2EXPO, che si è svolta oggi, 3 marzo, abbiamo intervistato l’onorevole Matteo Gelmetti, membro della Commissione Bilancio del Senato della Repubblica e Vicepresidente di Veronafiere, su temi di grande attualità politica ed economica. La conversazione ha toccato il rapporto tra il governo italiano guidato da Giorgia Meloni e l’amministrazione americana con Donald Trump, le prospettive dell’Unione Europea e le possibili implicazioni commerciali derivanti dalla politica dei dazi annunciata dall’ex presidente degli Stati Uniti.

Senatore, oggi in conferenza stampa si è parlato dell’importanza di un’Europa coesa e del rapporto privilegiato tra il nostro governo e gli Stati Uniti, in particolare con Donald Trump. Qual è la sua opinione su questa relazione e sul ruolo dell’Italia in questo scenario?

È evidente che il governo di Giorgia Meloni abbia costruito un rapporto privilegiato con gli Stati Uniti e con l’amministrazione Trump, come si è visto in diversi eventi internazionali. Questo rapporto va oltre l’empatia e l’amicizia personale, ma si fonda su un dato di fatto: l’Italia è oggi l’unico governo stabile in Europa, con una prospettiva chiara e duratura. Questo ci ha reso di fatto l’unico serio interlocutore europeo agli occhi di Washington, in un momento in cui molte altre nazioni del continente affrontano instabilità politica o governi di breve durata. Questo non significa però che l’Italia debba anteporre gli interessi europei a quelli nazionali. È fondamentale che l’Europa abbia una voce unitaria nei confronti degli Stati Uniti, della Cina e delle altre grandi potenze globali, ma allo stesso tempo è altrettanto essenziale che il nostro Paese mantenga una posizione di leadership e difenda le proprie priorità economiche e strategiche. Il governo Meloni ha lavorato proprio in questa direzione, cercando di ritagliare per l’Italia un ruolo da protagonista sullo scenario internazionale.

Uno dei temi più discussi è la politica dei dazi annunciata da Trump. Questa possibilità preoccupa il settore agroalimentare italiano?

La questione dei dazi preoccupa, senza dubbio, ma va analizzata con attenzione. Donald Trump è un grande imprenditore e, come ha già dimostrato, anche un politico capace di vincere le elezioni due volte. La sua strategia si basa su una forte capacità di negoziazione: lui negozia sempre per ottenere il massimo vantaggio per gli Stati Uniti. Questo è il suo modo di agire ed è naturale che faccia annunci forti per poi sedersi al tavolo delle trattative con una posizione di forza. Credo che molti degli annunci che sta facendo non si concretizzeranno nella misura in cui alcuni sperano o temono, proprio perché dietro c’è un ragionamento strategico. L’Europa dovrà dimostrarsi altrettanto abile nel negoziare con lui. E qui torniamo al punto iniziale: l’Italia, grazie alla sua stabilità politica, può giocare un ruolo chiave nel rappresentare gli interessi europei e quelli delle nostre imprese.

Che impatto potrebbero avere i dazi sugli imprenditori italiani e sulle nostre esportazioni?

Il problema principale per gli imprenditori è l’incertezza. Chi fa impresa già si muove in un contesto di rischio, ha bisogno di certezze per programmare investimenti e strategie di mercato. Se i dazi venissero introdotti in modo significativo, potrebbero creare nuove difficoltà per le aziende italiane, in particolare nel settore agroalimentare, che è uno dei pilastri del nostro export. Tuttavia, bisogna anche considerare che l’Italia ha una forte reputazione nel mondo per la qualità dei suoi prodotti, specialmente nel settore alimentare. Questo significa che, anche in caso di ostacoli commerciali, la domanda per le nostre eccellenze non scomparirebbe, ma ci sarebbe bisogno di una politica commerciale attenta e mirata per evitare penalizzazioni eccessive. Il governo italiano è già al lavoro per affrontare questa situazione, partecipando ai tavoli di discussione internazionali e cercando di garantire condizioni di mercato favorevoli alle nostre aziende. Siamo consapevoli dell’importanza di tutelare il nostro Made in Italy e di garantire che l’export italiano non subisca contraccolpi negativi.

Alla luce di queste dinamiche, quali sono le prospettive per i rapporti tra Italia, Europa e Stati Uniti nei prossimi anni?

Il mondo sta attraversando una fase di grandi cambiamenti, sia a livello geopolitico che economico. L’Europa deve dimostrare di essere un attore coeso e capace di dialogare con le grandi potenze globali, senza dipendere esclusivamente dalle decisioni altrui. In questo contesto, l’Italia ha l’opportunità di consolidare il proprio ruolo di ponte tra l’Europa e gli Stati Uniti, grazie alla stabilità politica e alla credibilità che il governo Meloni ha costruito.

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