Sciopero dei metalmeccanici il 28 febbraio: FIM, FIOM e UILM in mobilitazione a Verona
di Matteo ScolariLe segreterie provinciali di FIM-CISL, FIOM-CGIL e UILM hanno annunciato per venerdì 28 febbraio 2025 uno sciopero generale di otto ore dei lavoratori metalmeccanici della provincia di Verona. La protesta è legata alla mancata ripresa delle trattative per il rinnovo del contratto nazionale, oltre che alla crescente crisi che sta investendo il comparto, con un aumento dell’utilizzo della cassa integrazione e il rischio di chiusura per molte aziende del territorio.
I segretari provinciali Adriano Poli (FIM), Martino Braccioforte (FIOM) e Luciano Zaurito (UILM) denunciano la posizione di Federmeccanica, che si è mostrata indisponibile a riprendere il confronto sulle richieste avanzate dai sindacati. Salario, orario di lavoro, sicurezza e welfare sono i temi centrali della piattaforma sindacale, e la mancata apertura di un dialogo rappresenta, secondo i sindacati, un grave ostacolo alla tutela dei diritti dei lavoratori.

Alla difficile trattativa per il rinnovo contrattuale si somma una situazione di crisi che sta mettendo in difficoltà numerose imprese metalmeccaniche della provincia scaligera. Il ricorso massiccio alla cassa integrazione è il segnale di una tenuta industriale compromessa, con ricadute dirette sull’occupazione. Secondo i rappresentanti sindacali, è necessario attivare politiche mirate per garantire la permanenza delle aziende nel territorio, evitando la perdita di posti di lavoro e la deindustrializzazione del settore.
Durante la giornata di sciopero, i lavoratori organizzeranno presidi davanti ad alcune delle principali aziende metalmeccaniche della provincia. Le manifestazioni si svolgeranno dalle 9 alle 12 davanti agli stabilimenti di Manni Sipre a Mozzecane, Acciaierie Venete a Dolcè, Borromini a Colognola ai Colli, Xylog (ex Riello Sistemi) a Minerbe e Breviglieri a Nogara.
Lo sciopero del 28 febbraio 2025 rappresenta quindi un momento cruciale nella battaglia per il riconoscimento delle istanze dei lavoratori del settore metalmeccanico. I sindacati chiedono risposte concrete e immediate, ribadendo che, in assenza di un cambio di rotta, la mobilitazione non si fermerà.
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