FIOM: «A Verona crisi industriale allarmante, serve un tavolo di crisi provinciale»
di Matteo ScolariLa crisi industriale sta colpendo duramente la provincia di Verona, con numerose aziende del settore metalmeccanico che stanno attraversando gravi difficoltà, tra licenziamenti, chiusure e richieste di cassa integrazione. La FIOM Verona lancia un appello alle istituzioni locali affinché venga istituito un tavolo di crisi provinciale per affrontare l’emergenza occupazionale e cercare soluzioni concrete per i lavoratori coinvolti.
Le aziende in difficoltà sono diverse e toccano vari comuni del territorio. La Breviagri (ex Breviglieri) di Nogara ha avviato una procedura di licenziamento collettivo per 22 lavoratori su 53, mentre la Xailog Technologies (ex Riello Sistemi) di Minerbe sta vivendo una situazione di forte instabilità. Ancora più critica la situazione di George Fisher a Valeggio, Sunlight Seba e Borromini a Colognola ai Colli, aziende per cui è stata annunciata la chiusura totale, con la perdita di quasi 200 posti di lavoro.

A tutto questo si aggiunge un aumento delle richieste di cassa integrazione nel comparto siderurgico, automotive ed elettrodomestico, a testimonianza di una crisi che si sta diffondendo rapidamente nel tessuto industriale veronese.
Il segretario generale della FIOM Verona, Martino Braccioforte, esprime forte preoccupazione per l’aggravarsi della situazione: «Stiamo assistendo a un susseguirsi di crisi profonde che minacciano la stabilità economica della nostra provincia. Chiediamo alle istituzioni locali di intervenire immediatamente, coinvolgendo i sindaci dei comuni interessati e il presidente della Provincia Flavio Massimo Pasini, per istituire un tavolo di crisi provinciale. Il destino di centinaia di lavoratori non può essere lasciato al caso, dobbiamo trovare soluzioni per la loro ricollocazione e per salvaguardare il nostro tessuto produttivo».

Braccioforte denuncia inoltre il ruolo delle multinazionali e dei fondi speculativi, che a suo dire non investono nella produzione, ma puntano esclusivamente al profitto, senza alcun interesse per la tenuta occupazionale del territorio. «Molte di queste aziende non sono in reale crisi, ma vengono gestite con una visione miope da gruppi finanziari e multinazionali, senza alcuna attenzione per i lavoratori e per la continuità industriale. Questa logica predatoria sta impoverendo il nostro territorio».
Il sindacato richiama anche Confindustria Verona, accusandola di assenza di strategia e di intervento di fronte a questa emergenza. La FIOM Verona chiede dunque un’azione immediata e congiunta per evitare che la provincia perda ulteriore capacità produttiva e che centinaia di lavoratori rimangano senza prospettive occupazionali.
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