Confcommercio: nel 2025 in Italia mancheranno 260mila lavoratori
di Matteo ScolariIl settore del commercio, della ristorazione e della ricettività in Italia si trova ad affrontare una grave carenza di manodopera qualificata, con 258mila posti di lavoro difficili da coprire nel 2025. Il dato, in crescita del 4% rispetto al 2024, rappresenta un problema strutturale che rischia di compromettere la crescita economica di interi comparti del terziario e, di conseguenza, del PIL nazionale.
Le figure professionali più difficili da reperire includono commessi specializzati nel settore moda-abbigliamento, gastronomi, macellai e addetti al pesce nel dettaglio alimentare. Nella ristorazione, la carenza riguarda in particolare camerieri, barman, cuochi, pizzaioli e gelatai, mentre nel settore alberghiero le difficoltà si concentrano su addetti alle pulizie, camerieri e cuochi.
Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio, ha commentato la situazione definendola una priorità nazionale: «Trovare manodopera qualificata è sempre più difficile ed è un’emergenza che rischia di frenare la crescita economica. Tra le cause ci sono il calo demografico e la mancanza di profili adeguati. Occorre, con urgenza, sostenere le imprese che investono in nuova formazione, anche di immigrati, e rendono più competitivo il nostro Paese.

Secondo Confcommercio, questa emergenza è legata a cause strutturali, tra cui il calo demografico nelle fasce più giovani (-4,8 milioni di persone tra i 15 e i 39 anni tra il 1982 e il 2024), la mancanza di lavoratori con adeguate competenze tecniche e trasversali, il cambiamento delle preferenze occupazionali e la ridotta disponibilità alla mobilità territoriale. Il problema è aggravato dal contesto economico internazionale, caratterizzato da incertezze e minacce come i dazi americani, che rendono ancora più urgente trovare soluzioni per il mercato del lavoro.
Per affrontare questa sfida, Confcommercio sottolinea la necessità di potenziare le politiche attive del lavoro, investendo su formazione e riqualificazione professionale. Servono interventi che rafforzino il legame tra istruzione e tessuto produttivo, per aiutare le imprese a trovare personale qualificato e per orientare i giovani verso opportunità concrete nel mondo del lavoro. Sono fondamentali percorsi di stage, tirocini e apprendistato che permettano di coniugare formazione e occupabilità.
Anche il ruolo delle parti sociali e dei contratti collettivi nazionali di lavoro (CCNL) è essenziale. Nel recente rinnovo del CCNL Terziario, il contratto più diffuso in Italia con oltre 2,5 milioni di lavoratori del commercio e dei servizi, si è lavorato per una migliore classificazione delle professionalità, in modo da rispondere alle reali esigenze del mercato.

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