Focus sugli investimenti nei fondi comuni: crescono i giovani investitori, boom al Nord Italia
di RedazioneCrescono le sottoscrizioni di fondi comuni di investimento in Italia e, secondo gli ultimi dati, quasi un italiano su 5 si affida a questa tipologia di strumento. Il valore medio stimato si attesta sui 49.000 euro, cifra che può oscillare a seconda del prodotto scelto. Tale importo tende a scendere per i sottoscrittori di fondi italiani, e tende invece a salire per i sottoscrittori di fondi esteri.
Ma chi sono gli investitori in fondi comuni? La platea è molto ampia e l’identikit degli investitori è piuttosto diversificato, a dimostrazione di come i fondi di investimento siano uno strumento “democratico” e accessibile a tutti, e non solo a chi ha un grande patrimonio.
L’investitore medio in fondi comuni ha un’età di 61 anni, i cosiddetti Boomer seguiti dalla Generazione X, dagli over 78 e infine dai Millennials e dalla Generazione Z. Benché i giovani rappresentino una percentuale ancora bassa di investitori, la loro partecipazione a questo mercato è cresciuta molto nel giro degli ultimi due anni.
Ma qual è il metodo utilizzato per accedere a questi strumenti? La forma più gettonata è il versamento unico (PIC), scelto nel 62% dei casi. La quota dei sottoscrittori che invece preferisce investire tramite piani di accumulo (PAC) è pari al 21% e in forma mista al 17%. Per avere una panoramica più ampia delle varie forme di investimento e per comprendere meglio l’argomento rimandiamo all’articolo di approfondimento che spiega come investire in fondi comuni.
I Millennials e la Generazione Z preferiscono i PAC, poiché consentono di investire gradualmente tramite versamenti periodici che possono essere molto contenuti. A scegliere questa soluzione sono soprattutto i giovani under 40, che magari non hanno ancora le disponibilità economiche delle persone più anziane e che preferiscono quindi prodotti meno impegnativi.
C’è un altro dato demografico che salta agli occhi e che in un certo senso conferma l’indole “democratica” degli investimenti in fondi comuni: la partecipazione quasi nella stessa misura di donne e uomini. Ad oggi gli uomini che investono in questi prodotti rappresentano il 53%, contro il 47% delle donne. Anche l’investimento medio è più o meno lo stesso: gli uomini investono in media 51.000 euro contro i 47.000 euro delle donne.
Se spostiamo l’attenzione sull’aspetto geografico, possiamo parlare di un’Italia spaccata a metà. Il 64% degli investitori infatti risiede al Nord Italia, segno che questo prodotto è apprezzato soprattutto nella parte settentrionale dello Stivale.
Andando più nello specifico la percentuale di partecipazione più alta si registra in Emilia-Romagna con il 29,3%, seguita dalla Lombardia con il 27,1%, dal Piemonte con il 26,6% e dalla Liguria con il 25,1%. Liguria, Lombardia e Piemonte sono anche le regioni dove gli investimenti medi sono più alti, rispettivamente pari a 55.212, 54.971 e 54.841 euro. Gli investitori del Sud hanno solo il 9% del portafoglio generale e quelli delle isole il 4%.
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