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Emergenza infermieri: in Italia 20mila dimissioni nel 2024

di Matteo Scolari
In quattro anni oltre 43mila infermieri hanno lasciato la sanità pubblica. De Palma (Nursing Up): «Una disfatta, il Governo intervenga subito».

Il Servizio Sanitario Nazionale è a rischio collasso. Lo denuncia il sindacato Nursing Up, che nel suo ultimo report lancia l’allarme: oltre 20mila infermieri hanno rassegnato le dimissioni nei primi nove mesi del 2024, registrando un aumento del 170% rispetto al 2023. Il presidente del sindacato, Antonio De Palma, parla di un’emorragia senza precedenti: negli ultimi quattro anni, più di 43mila professionisti hanno lasciato il SSN, e la proiezione per fine anno indica un possibile superamento delle 30mila dimissioni.

Antonio De Palma.

«Non è un esodo, è una disfatta. Stipendi inadeguati, turni massacranti e zero tutele stanno spingendo gli infermieri a lasciare il pubblico per il privato o a cambiare mestiere. Se non si interviene subito, il nostro sistema sanitario rischia il collasso», afferma De Palma.

Secondo il Report Nursing Up, le principali cause dell’emorragia di professionisti sono legate a turni di lavoro estenuanti, stipendi tra i più bassi d’Europa, burnout e mancanza di valorizzazione professionale. Il 98% degli infermieri non si sente riconosciuto e ben il 75% sconsiglierebbe questa carriera ai giovani. A peggiorare ulteriormente la situazione è il drastico calo di nuovi ingressi nella professione: tra il 2015 e il 2022 le immatricolazioni ai corsi di infermieristica sono diminuite del 20%. Se nessuno entra e chi è dentro scappa, chi garantirà le cure ai cittadini?

«Basta proclami, servono azioni concrete per fermare l’emorragia di professionisti», dichiara De Palma, rilanciando le richieste del sindacato. Aumenti salariali immediati per avvicinare gli stipendi italiani alla media europea, piani straordinari di assunzione per alleggerire il carico di lavoro, investimenti sulla sicurezza e sul benessere organizzativo, e incentivi economici e professionali per evitare la fuga verso il privato o l’estero.

«Ogni infermiere che lascia il SSN è un pezzo di assistenza pubblica che scompare. Il tempo delle promesse è finito: servono risposte, adesso», conclude De Palma.

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