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Seminativi in Veneto: crolla il grano duro, cresce l’interesse per il mais

di Matteo Scolari
Le previsioni del settore Cereali alimentari di Confagricoltura Veneto annunciano un cambio di rotta dettato da condizioni climatiche avverse e dinamiche di mercato.

Il panorama delle colture seminative in Veneto si prepara a importanti cambiamenti. Secondo le previsioni di Confagricoltura Veneto, il 2025 vedrà un drastico calo delle semine di grano duro, a fronte di un aumento delle superfici destinate al mais. Questo scenario è dettato da un mix di fattori climatici avversi e dalle difficoltà incontrate dagli agricoltori nella scorsa stagione.

Chiara Dossi.

Chiara Dossi, presidente del settore Cereali alimentari di Confagricoltura Veneto, ha illustrato nel dettaglio le cause di questa tendenza. «La riduzione del grano duro è dovuta al calo del valore delle produzioni, oltre che alle basse rese registrate lo scorso anno. Le abbondanti piogge autunnali hanno complicato sia la lavorazione dei terreni sia le semine, penalizzando anche altri cereali autunno-vernini, come l’orzo» ha spiegato Dossi.

Nonostante il clima sfavorevole, l’orzo potrebbe mantenere i livelli produttivi del 2024, grazie ai minori costi di produzione e alla possibilità di un secondo raccolto. Sul fronte del grano tenero, le prospettive appaiono migliori rispetto a quelle del grano duro. Tuttavia, permane grande incertezza per la soia, un tempo coltura strategica per il Veneto. L’accordo Mercosur, che facilita l’importazione di soia dai Paesi sudamericani, sta già producendo effetti tangibili sul mercato, con un abbassamento dei prezzi che potrebbe scoraggiare i produttori locali.

A fronte di queste incertezze, il mais potrebbe guadagnare terreno. Dopo anni difficili a causa di siccità e fitopatie, il cereale sta tornando a essere redditizio, anche grazie a un trend di mercato favorevole e ai premi previsti dalle misure agroambientali. «Il mais è un prodotto sempre richiesto dal mercato – ha affermato Dossi – e in Veneto ha un ruolo fondamentale. La superficie coltivata lo scorso anno ha superato i 120.000 ettari, ponendo la regione al primo posto in Italia per la produzione di mais».

Grazie alla distribuzione omogenea nelle diverse province, da Venezia a Padova, passando per Rovigo e Verona, il mais potrebbe diventare la coltura di riferimento per il 2025, a patto che le condizioni meteo restino favorevoli. Confagricoltura Veneto continuerà a monitorare la situazione e fornire supporto ai produttori, affrontando le nuove sfide del settore agricolo con soluzioni mirate.

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