Centro Loop Università di Verona - da sx Menin, Russo, Begalli, Leardini
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Economia circolare: il centro Loop dell’Università di Verona si presenta alle aziende

di Redazione
Per supportare le aziende del territorio, l’Università di Verona ha dato vita al centro Loop un punto di riferimento per la ricerca e l’innovazione sul tema dell’economia circolare e della sostenibilità.

Dalla ricerca accademica su economia circolare e sostenibilità, all’applicazione nelle aziende del territorio provinciale e regionale. È questo il passaggio che vuole agevolare il Centro di ricerca e innovazione Loop dell’Università di Verona, che questa mattina nella sede del polo Santa Marta si è presentato alle imprese, durante un workshop che è stato l’occasione di un confronto tra accademici e imprenditori sulle prospettive future del sistema economico territoriale, con l’obiettivo di favorire l’innovazione del territorio, grazie alla sinergia tra ricerca universitaria e competenze aziendali.

Sono intervenuti il prorettore dell’ateneo Diego Begalli, la direttrice del dipartimento di Management Chiara Leardini, il direttore del centro Ivan Russo e Fabio Menin, direttore Programmazione e gestione formazione professionale e istruzione della direzione Formazione e istruzione della Regione del Veneto.

Un modello, quello dell’economia circolare, che è sempre più importante nei tempi che corrono: per questo l’innovazione e la ricerca che si fanno in università sono da trasferire nella quotidianità della vita aziendale.

La Regione Veneto, che supporta il centro, ha voluto che fosse realizzato nell’ateneo scaligero date le competenze di ricercatrici e ricercatori del dipartimento di Management. Diretto da Ivan Russo, docente di Economia e gestione delle imprese, il centro è stato concepito come un luogo di studio scientifico per attivare, sviluppare e supportare l’aggiornamento delle competenze professionali, operative e manageriali, mirando a migliorare la competitività delle imprese venete e del sistema pubblico nel contesto dei nuovi paradigmi economici, dell’attrattività territoriale e del benessere generale.

L’economia circolare

Il modello economico lineare incentrato su attività quali “estrarre, produrre, utilizzare e gettare” è il principale motore delle crisi climatiche in atto: le perturbazioni climatiche, la perdita di biodiversità e l’inquinamento.

Le strategie economiche, negli ultimi 10 anni, hanno cercato di invertire la rotta, fornendo soluzioni per sganciare gradualmente l’attività economica dai suoi impatti negativi. Ammontano a oltre 330 miliardi di dollari gli investimenti in economia circolare ed è di 1.3 trilioni di dollari il valore dei mercati circolari che può essere generato entro il 2040.

Sebbene i benefici in termini di risparmio di materiali siano ben documentati, l’economia circolare può anche contribuire a costruire il capitale naturale e a migliorare la salute degli ecosistemi, una dimensione troppo spesso trascurata. A rendere possibile questo cambiamento è stata un inversione di rotta da modelli di produzione e consumo di tipo lineare a modelli orientati a un approccio circolare, un modello economico che implica tra le diverse attività, il riutilizzo, la riparazione, il ricondizionamento e riciclo dei materiali e prodotti esistenti.

Un modello economico che porterà, se implementato in tutti i settori, entro il 2050 in Europa, a un’economia a zero emissioni di carbonio, sostenibile dal punto di vista ambientale, libera da gas serra e completamente circolare.

Il Centro Loop

Il Loop si struttura e articola in tre laboratori ciascuno dei quali si concentra su uno specifico ambito scientifico e di applicazione nel mondo delle imprese, per ricoprire tutti gli aspetti manageriali rilevanti in ottica circolare e sostenibile relativi a processi, prodotti e servizi e di governo dei processi e dei prodotti e servizi.

CSCM Lab – Laboratorio in Circular supply chain management: referente Prof.ssa Ilenia Confente

Il laboratorio si focalizza su diverse linee di ricerca relative all’implementazione di strategie e pratiche legate all’attivazione di modelli circolari lungo le supply chain e i loro processi, operando sui diversi loop dell’economia circolare quali il closing, slowing, dematerializing, intensifying e narrowing loop). Particolare attenzione è dedicata alla costruzione di sistemi di misurazione che concorrono alla transizione verso processi organizzativi e gestionali più circolari. Le imprese e le collaborazioni tra le stesse sono le unità di analisi e di ricerca del LAB e includono i fornitori a monte della supply chain, i produttori, i distributori, gli operatori logistici fino ad arrivare alla distribuzione organizzata e al consumatore finale per concorrere, ad esempio, all’obiettivo della decarbonizzazione lungo la supply chain o verso processi più circolari. Inoltre, particolare attenzione viene dedicata alla trasformazione digitale gioca un ruolo fondamentale per l’attivazione di processi sostenibili e circolari e al ruolo della trasformazione e rigenerazione anche nell’ambito della gestione dei servizi.

CPS Lab – Laboratorio in Circular products & services: referente Prof.ssa Elena Claire Ricci

Il laboratorio si occupa principalmente di comprendere come sviluppare, promuovere e commercializzare prodotti e servizi circolari. Infatti, i nuovi modelli di produzione dipendono anche dal riconoscimento da parte dei clienti del valore della circolarità e sostenibilità dei prodotti e servizi. Il Laboratorio esplora i processi decisionali dei consumatori finali e dei professionisti degli acquisti aziendali per studiare i driver e le barriere che influenzano le scelte di prodotti e servizi circolari e sostenibili. Rispetto a queste unità di analisi il laboratorio  si propone, ad esempio, di studiare le informazioni e le caratteristiche che determinano le scelte di acquisto di prodotti circolari (e.g. prodotti ricondizionati, second hand, imballaggi e packaging più sostenibili). Si occupa anche dello studio del ruolo di nuovi servizi (i.e. sharing, renting) a supporto della transizione verso un’economia più circolare e della diffusione dei suoi principi.  Tra gli obiettivi anche lo studio dell’efficacia di strategie di comunicazione e marketing e le modalità di coinvolgimento del consumatore nell’essere parte attiva degli investimenti delle imprese in nuovi modelli di business circolari che influenzano l’accettabilità di nuovi prodotti e servizi.

SG Lab – Laboratorio in Sustainability Governance: referente Prof.ssa Silvia Cantele.

Il laboratorio svolge ricerche sul ruolo degli organi di governo, della proprietà e del management nel formulare e veicolare un approccio strategico alla sostenibilità (i.e. la creazione e il ruolo di comitati per la sostenibilità e di figure come il sustainability manager); viene indagato l’impatto delle caratteristiche e delle competenze di chi ricopre questi ruoli (età, genere, formazione, esperienze professionali), nonché come avvengano i processi decisionali e il monitoraggio dei loro risultati, in termini economico-finanziari e di sostenibilità. Un ulteriore ambito di ricerca riguarda la pianificazione della sostenibilità: in particolare ne analizza processi e output (piani) e come la pianificazione strategica tradizionale si integri o confligga con quella di sostenibilità. Oggetto di ricerca del Laboratorio è anche lo studio delle caratteristiche vincenti dei nuovi modelli di business circolari e sostenibili, nonché dei percorsi di transizione e trasformazione delle aziende con modelli di business più “tradizionali”. Un’attenzione particolare è data ai sistemi di valutazione delle performance ESG, finalizzati alla misurazione del perseguimento degli obiettivi di sostenibilità e alla loro integrazione con i modelli di business, ai fini della rendicontazione esterna e del controllo interno.

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