Faedo: «Incoraggiamo i nostri produttori a investire nel futuro e a innovarsi»
di Matteo ScolariNell’ultima puntata di Focus Verona Economia, Stefano Faedo, Presidente del Consorzio Tutela Vino Arcole DOC, ha raccontato la storia e gli sviluppi di questa giovane, ma dinamica realtà vinicola. Nato nel 2000, il consorzio rappresenta aziende storiche che continuano a innovare, sia sul fronte produttivo che tecnologico, per promuovere la qualità dei vini locali.
Presidente, è al suo secondo mandato, con Igor Gladich come direttore del consorzio. Ci racconti di più di questa realtà.
Il nostro consorzio è tra i più giovani del Veneto, nato nel 2000. Copriamo un territorio tra le province di Verona e Vicenza, con circa cinquemila ettari di superficie vitata. La giovinezza del consorzio si riflette anche nell’uso di tecniche innovative. I nostri vitigni principali sono la Garganega, autoctona per eccellenza, e per i rossi il Merlot. Inoltre, il Pinot Grigio si inserisce nel progetto delle Venezie, con una sua importanza sul piano regionale.
Parlava di un consorzio che abbraccia la storia del territorio, promuovendo aziende che lavorano anche per il mercato interno. Che momento è questo per i vostri vini?
È un momento di relativa stabilità, dopo anni di crescita continua. Oggi c’è una fase di maggiore calma, ma non di stallo. Proprio per questo puntiamo molto sulle nostre radici, sulla storia e sulla qualità dei nostri vini, sia a livello nazionale che internazionale.
Sta cambiando anche il gusto dei consumatori? Si va verso vini più leggeri?
Sì, le tendenze cambiano, influenzate anche dalle mode. Ci sono periodi in cui prevalgono i rossi strutturati e altri in cui sono preferiti vini più leggeri e le bollicine. Ma con la nostra gamma di prodotti riusciamo sempre a rispondere alle preferenze del mercato.
La vendemmia si sta concludendo. Qual è stata la vostra esperienza con questa raccolta del 2024?
È stata una vendemmia con qualche difficoltà nella fase finale, a causa del tempo instabile, che ci ha costretto a fare delle pause. Nonostante questo, non abbiamo avuto eventi negativi significativi. La produzione di Pinot Grigio è leggermente diminuita, ma questo ha portato a una qualità ancora più elevata, il che è sempre positivo.
Curiosità: è vero che alcune vendemmie avvengono di notte?
Sì, è una pratica che adottiamo sempre più spesso, soprattutto per le vendemmie estive, come quella del Pinot Grigio. Vendemmiare di notte consente di preservare le caratteristiche aromatiche, evitando che il mosto raggiunga temperature troppo elevate. Le vendemmie notturne ci aiutano a mantenere una qualità elevata, e la tecnologia attuale facilita questo tipo di raccolta.
Interessante, davvero una nuova frontiera per la raccolta. Quali sono le prospettive future del consorzio?
Il mondo del vino è in continua evoluzione. Come consorzio, oltre a promuovere i nostri prodotti attuali, incoraggiamo i nostri produttori a investire nel futuro e a innovare. Cerchiamo di dare supporto ai produttori che vogliono sperimentare nuovi vitigni o implementare nuove tecnologie. Questa consulenza è fondamentale per chi investe nella viticoltura.
Un elemento distintivo del consorzio è l’evento annuale, “Arcolè”, che si tiene a dicembre e coinvolge vari stakeholder, giusto?
Sì, è un evento che organizziamo da cinque-sei anni. Si svolge i primi giorni di dicembre e include un convegno tecnico, seguito da degustazioni dei nostri vini e di prodotti tipici del territorio. È un’occasione per condividere conoscenze, tecnologie e fare networking con operatori del settore.
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