Fezzi: «Accanto al core sul finance, le priorità sono innovazione ed internazionalizzazione»
di Matteo ScolariNella puntata speciale di Focus Verona Economia dedicata alla Settimana Veronese della Finanza, andata in onda giovedì 24 ottobre, Giulio Fezzi, presidente di Phoenix Capital, è stato ospite per discutere delle strategie di crescita e innovazione della sua azienda. Durante l’intervista, Fezzi ha raccontato come Phoenix Capital sia diventata una realtà di riferimento nel settore finanziario e consulenziale, con un forte orientamento all’innovazione e all’internazionalizzazione.
Fondata nel 2008, Phoenix Capital ha recentemente celebrato il suo 16° anniversario e ha diversificato i propri servizi, introducendo nuove business unit e ampliando la propria presenza internazionale. Di seguito, riportiamo l’intervista completa con una chiara divisione tra domande e risposte.
Fezzi, Phoenix Capital ha recentemente festeggiato i suoi 16 anni. Ci può raccontare l’evoluzione dell’azienda in questo periodo?
Certamente. Phoenix Capital è nata nel 2008 e, guardando indietro, sembra che il tempo sia volato. Oggi operiamo con 10 business unit e più di 100 dipendenti. La nostra attività principale è sempre stata quella dei servizi finanziari, ma negli ultimi tre anni ci siamo impegnati a diversificare, espandendo le nostre competenze anche in altri settori. Ciò che ci distingue è il nostro approccio pragmatico, concentrato nel far succedere le cose, non solo nel suggerire soluzioni.
Recentemente avete introdotto la divisione Capital Markets. Cosa può dirci su questa nuova iniziativa?
La divisione Capital Markets è un’aggiunta importante per Phoenix Capital. Abbiamo coinvolto professionisti di alto livello come Alessandro Menegus e Tommaso Pavia, che portano con sé una vasta esperienza nel settore finanziario. Ciò che apprezziamo in loro, e in tutti i nostri collaboratori, è la loro esperienza pratica, che li rende capaci di proporre soluzioni concrete ai nostri clienti.
Negli ultimi anni avete avviato anche altre nuove divisioni. Ci può parlare di qualche altra iniziativa?
Certamente. Tra le più recenti c’è la nostra divisione Automotive, guidata da Enrico Santi, ex manager di Porsche Italia e Lamborghini. Poi c’è il nostro Innovation Center, che ha portato alla nascita di un Innovation Outpost a San Francisco, in collaborazione con Innovit, un’iniziativa del Ministero degli Esteri italiano per promuovere l’innovazione italiana negli Stati Uniti.
Avete anche una partnership con il Politecnico di Milano. Qual è il ruolo della formazione nel vostro modello aziendale?
La formazione è fondamentale per noi. Abbiamo lanciato una business school in collaborazione con la Graduate School of Management del Politecnico di Milano (POLIMI GSoM), offrendo alta formazione nel settore finanziario e assicurativo. La collaborazione con il Politecnico ci permette di sviluppare competenze interne ed esterne, rafforzando la nostra capacità di innovare.
Phoenix Capital ha recentemente aperto un Innovation Outpost a San Francisco. Quali opportunità offre questa iniziativa?
L’apertura del nostro Innovation Outpost a San Francisco è stata una grande opportunità per noi. Lì abbiamo potuto confrontarci con alcune delle menti più brillanti nel campo dell’innovazione. L’area di San Francisco offre un ambiente imprenditoriale molto dinamico, che ci consente di esplorare nuove idee e applicarle ai nostri clienti in Italia.
Quali sono le prospettive future di Phoenix Capital?
Le nostre priorità sono l’internazionalizzazione e l’innovazione. Stiamo sviluppando relazioni con altri Paesi, continuando a importare idee innovative dagli Stati Uniti. In futuro, ci concentreremo sull’intelligenza artificiale, un settore che riteniamo fondamentale per migliorare l’efficienza e la produttività.
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