Il gruppo di ricerca di VITEA coordinato da Mario Pezzotti
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A Verona le prime viti Chardonnay grazie alle Tecnologie di Evoluzione Assistita

di Matteo Scolari
L’università di Verona avvia la prima sperimentazione in Europa di piante di vite Chardonnay realizzate con tecnologie innovative, aprendo nuove prospettive per la viticoltura sostenibile.

Nell’ambito di un importante passo avanti per la ricerca vitivinicola, è stata inaugurata presso l’Università di Verona la prima sperimentazione in campo di viti Chardonnay realizzate con Tecnologie di Evoluzione Assistita (Tea). Questa innovazione, avviata dal gruppo di ricerca coordinato dal prof. Mario Pezzotti del dipartimento di Biotecnologie, ha l’obiettivo di migliorare geneticamente le piante di vite, rendendole più resistenti ai patogeni e riducendo così l’utilizzo di prodotti fitosanitari.

Il campo sperimentale, situato presso il vigneto dell’università a San Floriano in Valpolicella, ospita 5 piante di Chardonnay Tea e 5 piante controllo, per un totale di 250 metri quadri. Questa sperimentazione rappresenta il primo test in pieno campo di viti Tea a livello europeo, un traguardo che pone l’Italia all’avanguardia nella ricerca agricola.

L’inaugurazione si è svolta alla presenza di numerose autorità, tra cui il Rettore Pier Francesco Nocini, l’Assessore all’Agricoltura della Regione Veneto Federico Caner, e il Prorettore Diego Begalli. Durante l’evento, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida si è collegato in diretta, sottolineando l’importanza di questa iniziativa per lo sviluppo dell’agricoltura italiana. “Con la prima messa a dimora in campo di viti Tea in Europa,” ha dichiarato Lollobrigida, “l’Italia si conferma all’avanguardia nella ricerca. Questo risultato dimostra l’importanza di investire in innovazione per creare colture più produttive e resistenti.”

L’intervento del Rettore Nocini con il ministro Lollobrigida.

Il progetto beneficia del contributo di EdiVite, uno spin-off dell’università di Verona che opera nel settore della genetica agraria. Fondata nel 2021, EdiVite si dedica alla creazione di piante più resistenti ai patogeni, contribuendo a ridurre l’utilizzo di fitosanitari nel settore vitivinicolo. Le viti Tea testate a San Floriano sono state sviluppate proprio con queste tecniche innovative, offrendo nuove speranze per una viticoltura più sostenibile.

Le Tecnologie di Evoluzione Assistita rappresentano un approccio biotecnologico avanzato che consente di modificare geneticamente le piante per migliorarne la resistenza e la produttività. Come spiegato dalla prof.ssa Sara Zenoni, docente di Genetica Agraria dell’Università di Verona, “questa sperimentazione è una tappa fondamentale per la ricerca in biotecnologia vegetale e potrebbe rivoluzionare il settore della viticoltura europea.”

Il campo sperimentale è stato messo sotto sorveglianza continua, con accesso limitato al personale autorizzato, e la sperimentazione sarà seguita attentamente per monitorare l’impatto delle tecnologie Tea sulla produttività e la resistenza delle piante ai principali agenti patogeni, come la peronospora.

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